Su un Arcobaleno la missiva per Zia Amaranta arriva in un baleno.

Da un paese di mare, arcobaleni, fate e folletti,

che si diverton a fare mille e mille scherzetti,

arriva questa volta la bella letterina

scritta da una simpatica e orgogliosa bambina.

Mai questa bimba vorrebbe lasciare il suo romantico paese

anche se da grande di certo viaggerà a destra e a manca per qualche mese.

Mete affascinanti e invitanti la chiamano dall’orizzonte,

e riesce a veder lontano se sale sopra al monte.

Una barca alla costa si sta per avvicinare:

è suo padre che dalla pesca sta per ritornare.

Zia Amaranta chiudendo gli occhi immagina un arco colorato

che dal cielo nel mare fa un tuffo fatato.

Su questo magico ponte la Zia sogna di camminare

per attraversare le nuvole e in Irlanda presto poter arrivare.  

 

Carissima Zia Amaranta,

Mi chiamo Sinéad e vivo nella piccola cittadina costiera di Baltimóre, a sud ovest dell’Irlanda. Il mio è un paese di pescatori con qualche turista occasionale, tedesco, olandese o americano, che ci viene a trovare un po’ in tutte le stagioni. Infatti mia mamma gestisce un bed and breakfast, che è una piccola pensione familiare in cui si dà anche la colazione. E la colazione che offriamo noi è proprio grande! Uova, bacon (che è un tipo di pancetta affumicata), salsicce e sanguinaccio, pane tostato, burro e marmellate fatte in casa! Mia sorella Siobhan (che si pronuncia Scivón) aiuta mia mamma a mandare avanti il bed and breakfast. Lei è grande, studia alle superiori e quando ha tempo libero si diverte un sacco a parlare coi turisti per allenarsi nelle lingue che ha imparato a scuola.
Mio fratello Aidan invece vorrebbe diventare pescatore come nostro padre, anche se ha solo otto anni! Eh già, mio papà ha un piccolo peschereccio, proprio una barchetta graziosa dipinta di viola e di azzurro. Assieme a mio zio Séan portano il pesce ogni giorno al mercato locale.
Facciamo una vita semplice, e non la vorrei mai cambiare. Almeno per il momento, quando cresco poi chissà. Spesso la mattina, mentre mi preparo per andare a scuola, guardo l’oceano dalla finestra della mia camera e penso che sarebbe bello andare dall’altra parte, in America. Mi piacerebbe viaggiare, un giorno, ma per tornare sempre qui dopo. Mi piace tutto del mio paesino, il molo con le foche che vengono a trovare i pescatori, sperando in qualche pesce avanzato. Le case dai colori tutti diversi (qui non ci si perde mai, neppure con la nebbia). Il pub del vecchio Dave, dove gli anziani si ritrovano a suonare musica tradizionale ogni giovedì sera. Spesso il nonno porta me e mio fratello, mangiamo zuppa di pesce fumante e Dave ci offre sempre l’aranciata. Battiamo i piedi a tempo e quando suonano le reel ci coinvolgono sempre a ballare. Io comunque studio danza tradizionale anche a scuola, è una delle materie obbligatorie assieme al gaelico irlandese, che è una lingua proprio difficile. La nostra è una piccola scuola molto simpatica: siamo dieci bambini per classe e ci conosciamo tutti!
Dimenticavo, ho anche due gatti: Tiger (chiamato così perché assomiglia proprio ad una piccola tigre) e Joyce (chiamato così da mia mamma in omaggio al grande scrittore irlandese). Sono grossi e hanno tanto pelo, che serve quando qui tira vento!
Venite a trovarci, vi aspettiamo. Vi ospiteremmo nel nostro bed and breakfast, naturalmente gratis. Mio padre vi preparerebbe la sua famosa zuppa di granchio e mia madre il suo pane di segale fatto in casa, che piace tanto a tutti i nostri ospiti. Se vi abituate un po’ alla pioggia che arriva sempre all’improvviso e all’improvviso se ne va, penso che questo posto vi piacerà. In salotto c’è il caminetto sempre acceso e qualcuno sempre disposto a chiaccherare. L’aria profuma sempre di vento e di mare e la gente ti saluta per strada anche se non ti conosce. Perché come diciamo da queste parti, non si può capire la gioia di un altro finché non si impara a sorridere.

Slán (che vuol dire arrivederci in irlandese) e spero di vederti presto.

Sinéad

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