L'albero di Natale tra tradizione e leggenda

In tutte le nostre case durante le feste di Natale non può mancare l’albero, addobbato con ninnoli, palline e decorazioni di ogni tipo: l’albero di Natale è uno degli elementi più rappresentativi del Natale.
Simbolicamente, un albero sempre verde rappresenta la vita che continua e l’attesa del ritorno della primavera.

Tra le più antiche narrazioni relative all’albero di Natale troviamo uno scritto del 1605, quando un cittadino tedesco in visita a Strasburgo, scrisse che in quella città si preparava un albero per il Natale decorato con ornamenti di carta, frutta e dolciumi.

Si racconta che, nel 1611, la duchessa di Brieg, in Germania, avesse preparato tutto nel suo castello per festeggiare la ricorrenza. Il salone era addobbato quasi interamente, ma la duchessa notò che un angolo appariva vuoto rispetto al resto della stanza. Uscì quindi nel parco del castello alla ricerca di qualche idea e, mentre passeggiava pensierosa, notò un piccolo abete e pensò che sarebbe stato perfetto per quell’angolo. L’alberello venne quindi collocato in vaso e trasportato nel salone delle feste.

Un’altra traccia nei documenti, riferita alla città di Strasburgo, risale al 1737. Karl G. Kissingl, professore universitario, racconta di una contadina che preparò un albero di Natale per ogni figlio, accese le candele sugli alberi e mise i regali sotto di loro. Alla fine della preparazione chiamò ad uno ad uno i suoi figli e gli consegnò oltre al regalo anche l’albero.

Secondo altri l’albero natalizio decorato viene dall’Egitto in quanto il pino assomiglia a una piccola piramide, e sarebbe stato un viaggiatore a riportare l’idea di imitare le piramidi con un albero dalla terra dei faraoni in Europa .
Martin Lutero e i luterani, poi, ebbero l’idea di coprire l’albero di piccole candele per rappresentare la vita e la fede.

Ma la più bella leggenda è quella che narra di un taglia legna che, tornado a casa in una notte ghiacciata illuminata dalla luna, vide uno spettacolo meraviglioso: le stelle che brillavano attraverso i rami di un pino ricoperto di neve e di ghiaccio.
Per spiegare a sua moglie la bellezza di quello che aveva visto, l’uomo tagliò un piccolo pino, lo ricoprì di nastri bianchi e di piccole candele per rappresentare il ghiaccio, la neve e le stelle. La moglie, la gente e i bambini del vicinato furono così meravigliati di vedere l’albero e sentire il racconto del taglia legna che da allora ogni casa ebbe il suo albero di Natale.

La tradizione degli alberi di Natale giunse dall’Inghilterra agli USA grazie ai mercenari della guerra di secessione. Nel 1846, la regina Vittoria e il principe Alberto furono fotografati con i loro figli intorno a un albero di Natale. L’immagine fu pubblicata nel London News ed ebbe un enorme successo.
Diversamente dagli antenati, questi reali erano molto popolari e con quella fotografia lanciarono una moda che si diffuse in tutta la Gran Bretagna e negli States: ora gli alberi di Natale erano d’obbligo per l’elite Americana come per i nobili inglesi.

Il primo presidente americano a mostrare un albero di Natale fuori dalla Casa Bianca fu Franklin Pierce. Nel 1889 Benjamin Harrison dichiarò che l’albero alla Casa Bianca faceva parte della tradizione americana.

I primi alberi recisi furono venduti nel 1851 in una strada molto trafficata di New York e fu un successo. Il mercato degli alberi crebbe così tanto da portare alla devastazione di numerose foreste. Theodore Roosevelt, per salvare le foreste, decise che la casa Bianca non avrebbe più avuto l’albero. I suoi due figli avevano un piccolo albero in camera e, scoperti con imbarazzo dal padre, furono puniti.
I primi alberi artificiali furono realizzati, intorno al 1880, in Germania per salvaguardare le foreste e l’idea fu subito imitata da una casa produttrice americana. Gli alberi artificiali avevano il vantaggio di reggere il peso delle decorazioni meglio di quelli veri.

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