La Storia dei Tre Fratelli di J.K. Rowling

Vi ho già parlato di J.K. Rowling e immagino che davvero non ci sia bisogno di raccontare ancora di lei, di quanto sia incredibile, fantastica ed eccezionale, e di come il suo principale lavoro, i libri di Harry Potter, abbia segnato la vita di milioni di bambini (e di adulti) e continui a farlo. 
Come so di avervi già parlato di un piccolo libro che ha scritto, secondo me passato fin troppo in sordina.  
Sto parlando de "Le Fiabe di Beda il Bardo", storie che tutti i piccoli maghi devono conoscere perché, proprio come i grandi classici dei Grimm, di Andersen e di tutti gli altri giganti della tradizione favolistica e fiabistica mondiale, sono le prime favole che, tramandandosi di generazione in generazione, si raccontano ai bambini. 
Ovviamente, oltre alle trame, non hanno nulla di differente rispetto alle nostre favole, quelle dei babbani.
Dunque, mi sono detta: perché mai discriminare i miei piccoli babbani?
Dopotutto, molti di noi sono destinati a non ricevere mai la lettera che comunica la convocazione per Hogwarts, cosa che è già una gigantesca, enorme sofferenza. Per questo motivo ho pensato che privarci anche di questo piccolo piacere legato alla magia, sarebbe davvero terribile nonché ingiusto. 
La Rowling, quindi, non ha fatto altro che raccogliere le fiabe dei bimbi maghi in un libro, per fare in modo che anche noi le potessimo conoscere. 
Personalmente, la favola che più amo tra quelle del Bardo, è anche quella che di più è legata al mondo di Harry Potter e a tutta la sua storia. Sembra scontato, e forse lo è, ma questo non importa. 
Si tratta della storia dei Tre Fratelli, ovvero quella che vi sembrerà più familiare se nominata come la storia che racconta dei Doni della Morte. 
È appunto la storia di tre fratelli che sfidano (e vincono) il più letale dei nemici: la Morte

Questa, sentendosi ferita nel suo orgoglio, dopo che i tre fratelli sono stati tanto abili da sfuggirle una volta, fa di tutto per non perdere le sue vittime. Cerca di ingannare i fratelli facendo loro dei doni molto particolari che daranno in cambio invincibilità, potere e scaltrezza. 
Come in tutte le fiabe, saranno i doni stessi a rendere ciechi i fratelli, tanto da non accorgersi che quello che più desideravano li condurrà al più ignobile destino. 
Questo, però, accade a tutti tranne che al minore il quale, armato della cosa più preziosa che possiede: la saggezza, riesce a fare in modo che la morte si comporti con lui come egli più desidera. 
Anche in questo caso, chiaramente, abbiamo a che fare con una morale che ha molto da insegnarci ma io trovo che, al di là del significato profondo nascosto dietro una storiella apparentemente solo per bambini, ci sia qualcosa di molto forte e incisivo, e anche molto poetico. 
Ed è importante capire questo: la morte può essere spaventosa e triste, ma non lo sarà mai a lungo se la si affronta nel modo giusto. 
Amo davvero molto questa storia e amo anche rileggerla e riascoltarla. Per questo l'ho scelta e per questo io vi auguro: buon ascolto!


 

 

 

 

 

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