La Sirenetta

Quella che vado ad intervistare oggi è tra le creature la più bella e meravigliosa; chi, infatti, tra le bambine, non ha sognato almeno una volta di essere la Sirenetta? La sua coda è ricoperta da squame verde smeraldo, i seni sono coperti da conchiglie preziosissime, al collo una collana di coralli e tra i capelli una stella marina. Fa un balzo fuori dall'acqua e si accomoda sullo scoglio nel quale la aspetto.

Prendere appuntamento è stato … complicato … Come si fa sott'acqua a ricevere mail o telefonate? Per cui sono ricorsa ad un vecchio sistema: il messaggio nella bottiglia! Proprio così, le ho scritto che avrei voluto intervistarla per conto di voi Kidz e lei, puntuale, si è presentata all'appuntamento.

– Ciao Ariel – le dico – sei ancora più bella di come ti avevo immaginato!

– Grazie – risponde arrossendo e nascondendo un po' il viso tra i capelli … è timida.

– Hai detto a tuo padre che saresti venuta qui? Non vorrei che s'arrabbiasse, sai com'è, non è che io sia così brava nel nuoto.

– No! – esclama – Figuriamoci, non mi avrebbe dato il permesso quel vecchio merluzzo!

– Dai Ariel – faccio io – Non è carino parlare così del proprio padre.

– È vero, mi scusi.

– Devi dare l'esempio piccola Ariel, tutte le bambine sono pazze di te. Tutte vorrebbero nuotare insieme ai delfini come fai tu, parlare con le belene e coi gamberetti e addormentarsi in una grande conchiglia.

Lei si rabbuia e dice:

– Ma sono io che vorrei esser come loro! Poter finalmente uscire dall'acqua, provare la sensazione dell'asciutto, ballare su delle gambe vere e girare tutto il mondo.

– Ma tu lo sai che il nostro pianeta è fatto più di acqua che di terra? Tu hai molte più possibilità di "girare il mondo" come dici tu. Tu conosci abissi che noi umani possiamo solo localizzare sugli atlanti marini. Vedi passare imbarcazioni d'ogni sorta, grandi, piccole, enormi …

– Se è per questo vedo passare anche un sacco di spazzatura …

– Spazzatura? – chiedo.

– Sì, plastica soprattutto … e anche lattine!

– Sono mortificata Ariel. Come vedi noi umani non trattiamo bene il tuo mare e nemmeno la nostra terra.

Splash … schizzi da tutte le parti, in pratica sono mezza zuppa, dall'acqua è appena uscito Tritone con una carro di cavalli marini.

– Ah sei qui! – dice – Lo sapevo, sempre a cercare gli umani, sempre a disubbidire. Ma stavolta …

– Per mille gamberetti! Sono di nuovo nei guai, fai qualcosa – mi esorta Ariel.

Così intervengo:

– Maestà – si dirà così? – Ho chiamato io Ariel, non è stata lei a cercarmi. Si calmi e ragioni, è normale che una ragazza sia curiosa.

– Curiosa? Di cosa? Di un popolo capace solo di distruggere! Ariel deve starne lontana. E adesso per punizione dovrai occuparti della stalla dei miei cavalli marini!

– Devo andare –  dice Ariel.

– Capisco – dico – ma vedi bambina, tuo papà non ha molto torto, certo magari è un po' irascibile, ma lo fa solo per il tuo bene. Cosa vorresti che dicessi ai bambini che ti adorano?

– Vorrei che gli dicessi che qui, tra le onde, troveranno sempre un'amica e che se vogliono fare due chicchiere, basta che si procurino una bottiglia e un pezzo di carta, come hai fatto tu. Salutami tutti. Ciao.

Si rituffa in acqua ed io resto lì, ad immaginare il mondo sottomarino e a pensare che forse dovrei fare un corso di nuoto!

 

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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