La rondine che voleva vedere l’inverno (Lapis Edizioni)

Philip Giordano, La rondine che voleva vedere l’inverno, Lapis Edizioni

 

Marta è una rondine piccola e curiosa.

Ogni anno, dopo un lungo volo, è la prima del gruppo a sfrecciare nel cielo ambrato che sovrasta il bosco in cui è nata. Ogni anno spunta all’improvviso tra i rami dei ciliegi in fiore che annunciano l’arrivo di un tempo mite, in cui i colori della terra e del cielo sono più caldi e vivaci.

Marta conosce bene i segni della primavera e dell’estate e sa che, con l’arrivo dell’autunno, bisogna tornare a sud, verso nuove primavere.

Una volta, però, chiede alle sue compagne:

Che cosa succede al bosco dopo la nostra partenza?

Nessuna di loro lo sa, nessuna ha mai osato volare in quel cielo più del tempo necessario.

Quella volta Marta decide di restare. Così, durante i suoi voli solitari, conosce i colori delle foglie autunnali, il silenzio della natura che si addormenta lentamente, il freddo gelido dell’inverno e il candore della neve che rende tutto uguale e bianco.

Ma l’inverno e la neve non fanno per lei. Lo sa anche il piccolo Sam, uno scoiattolo tuttofare che accoglie nella sua casetta la piccola rondine infreddolita.

Marta e Sam diventano amici e attendono insieme l’arrivo della bella stagione, con la promessa di rivedersi ogni primavera.

“Farsi primavera significa accettare il rischio dell’inverno”

(Antoine de Saint-Exupéry)

Questa è l’epigrafe che introduce La rondine che voleva vedere l’inverno ed è anche la spiegazione più giusta alla storia che Philip Giordano ci regala attraverso le pagine di questo dolcissimo e immaginifico albo.

La storia racconta la curiosità dei cuccioli che li porta a infrangere le regole del gruppo e a desiderare di conoscere una dimensione nuova. Poi diventa la storia di un’amicizia che nasce laddove le avversità sembrano scontrarsi con l’entusiasmo della scoperta, un’amicizia che salva e che viene alimentata dalla promessa di volersi bene per sempre, anche da lontano.

Philip Giordano, vincitore del premio Andersen 2017 con Il pinguino che aveva freddo (Lapis), è di nuovo alle prese con un cucciolo attratto dall’ignoto che decide di affrontare una realtà che ancora non conosce. Ancora, dunque, una storia di coraggio, ancora una storia di amicizia.

Immagini a tutta pagina, costruite attraverso composizioni di forme geometriche semplici, mostrano una natura e i suoi animali in modo essenziale. Il messaggio, dunque, arriva diretto poiché la storia è raccontata da figure e colori in perfetta sintonia con le parole, figure che facilitano la comprensione e allo stesso tempo invitano a un ascolto attento o a una lettura pacata, descrivendo con semplicità un mondo in cui diventa facilissimo immergersi.

Sì, perché quella di Marta è un’avventura domestica, una storia quotidiana, che ci accomuna e ci rappresenta. Una storia di attesa, di cambiamento, di scoperta, di grandi sentimenti e di promesse. Una storia, infine, che ci racconta molto di noi, facendoci capire che, almeno una volta nella vita, siamo stati una rondine che voleva vedere l’inverno.

 

 

 

 

 

 

 

L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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