Il Diavolo e sua Nonna di Jacob&Wilelm Grimm

Questa volta ho voluto leggervi una favola che sicuramente -a meno che non abbiate voi stessi il libro con le favole originali dei Grimm-, non avete mai sentito.
I classici li conosciamo tutti.
Ma mi sono detta: perché non parlare anche di qualcosa di nuovo per portare una ventata di freschezza?
Più che di freschezza, questa volta parliamo di aria calda, infuocata anzi, oserei dire: infernale.
Sí perché proprio dall'inferno viene il protagonista di questa favola, nient'altro che il diavolo in persona!
Ma non abbiate timore, miei prodi ascoltatori.
Qui il diavolo non è presente per farci paura, tutt'altro.
Diciamo che più che del cornuto demonio, parliamo di un suo vicino parente.
Voi avreste mai detto che messer demonio avesse una dolce e placida nonnina?
Vi lascio solo immaginare la sua età. Ma non è questo l'importante.
Questa volta, la cosa importante, è l'insegnamento che si trae da questa piccola, simpatica storia.
I protagonisti, in realtà, sono tre soldati.
Tre soldati piuttosto indisciplinati e scapestrati che, seppur non cattivi, vanno a incastrarsi col peggiore dei ceffi: il diavolo, appunto.
Sappiamo bene tutti quale sia il compito dell'infernale sovrano, e cioè quello di ghermire quante piú anime possibili.
Ebbene, i nostri soldati rischieranno grosso la loro vita (e la loro anima), ma non prima di essersi divertiti tra lussi e feste per sette anni.
Seppure i tre abbiano a che fare col piú malvagio dei malvagi, questi gli concede comunque una possibilità, anche se unica: quella di liberarsi da lui risolvendo un indovinello.
Certo, deve essere dura pensare che la propria vita sia appesa al filo cosí sottile della risposta a una domanda difficile.
E chi meglio della nonna del diavolo avrebbe potuto aiutare i tre soldati dal destino segnato?
In fondo, stiamo sempre parlando di una simpatica vecchina, antica come il mondo e scaltra molto piú di un diabolico sovrano.
Mai sottovalutare la potenza dell'esperienza. Una cosa che la nostra nonnina, qui, certamente possiede in quantità.
Insomma, vi lascio ascoltare prima di rovinarvi tutta la sorpresa, ma la cosa importante che c'è da capire è un'altra, anzi due.
La prima é che di belle favole da ascoltare ce ne sono molte più di quante non immaginiate.
E la seconda è che, nella vita, è importante non abbattersi mai e affidarsi sempre alle proprie abilità, quali che esse siano.
Imparerete, miei giovani ascoltatori, che se si crede in sé stessi si puó sconfiggere qualsiasi difficoltà, perfino quelle che sembravano assurde e insuperabili.
E grazie a questo sarà possibile diventare padroni di sé stessi e della propria vita seguendo la via della saggezza.
Dite che è troppo per una favola sola?
Io dico di no.
Le nostre radici sono qualcosa che non si deve mai sottovautare. Noi veniamo da tutto questo, quindi, perché non possiamo essere in grado di sconfiggere i nostri demoni?
Certo, magari qualche volta c'è bisogno di un piccolo aiuto, una cosa che possiamo darci anche da soli, facendo tesoro di quello  che impariamo camminando sulla nostra strada.
Ed è per questo che anche stavolta vi auguro: buon ascolto!

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