Le peripezie di due sorelle alle prese col divorzio

la doppia c coverDovete sapere che da questo film è stato tratto – e anche piuttosto fedelmente – il film Genitori in trappola, con l’allora piccina Lindsay Lohan. Trovai la pellicola divertentissima e quasi per caso mi decisi a cercare il libro. Sì perché non avevo idea che la storia, che mi sembrava così moderna, fosse in realtà tratto da un classico per ragazzi della prima metà del ‘900.

Sapete, mai e poi mai avrei immaginato che un signore di nome Erich Kästner osasse parlare di divorzio e delle famiglie che oggi sono molto comuni, ma che allora erano ingiustamente marchiate e poi nemmeno troppo frequenti.

La storia in breve:

Luisa viene da Vienna e tiene i lunghi capelli sempre sciolti sulle spalle, mentre Carlotta è di Monaco e porta le trecce. Queste però sono davvero le uniche differenze tra le due ragazzine, che per il resto sono identiche come due gocce d’acqua. Com’è possibile? Prima di incontrarsi per caso nello stesso campeggio estivo, infatti, Luisa e Carlotta non si sono mai viste. A poco a poco il mistero si dipana e le due scoprono di essere gemelle, divise, ancora piccolissime, dal divorzio dei loro genitori. Ora che finalmente si sono ritrovate, quindi, Luisa e Carlotta decidono che non si separeranno mai più e studiano un piano infallibile per far tornare insieme mamma e papà.

Scusate se insisto sull’autore, classe 1899, ma avete presente quando ci si trova dinnanzi a una persona non comune? Beh, eccoci è proprio il nostro caso. Lo scrittore de La conferenza degli animali, riuscì a essere fedele ai nobili principi del pacifismo vedendo le due più terribili guerre di cui abbiamo vera memoria e, ovviamente, dovette opporre la sua persona, a viso aperto, al nazismo.

L’edizione proposta recentissimamente da Piemme per la collana Il battello a vapore – con traduzione di  Roberta Magnaghi – è davvero bella, anche dal punto di vista estetico: viene resa giustizia alle illustrazioni di Walter Trier (due delle quali potete vedere anche qui).

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Dopo le avventure e la realtà quotidiana così vivida che pare di poterla toccare con mano, i personaggi sono il punto forte di questa intramontabile storia: non solo le gemelle, ma anche la signorina Ulrica ad esempio o le varie comparse che poi comparse non sono, perché lasciano sulle pagine un pezzettino di umanità che è difficile non imprimersi dentro!

Le pagine de La doppia Carlotta mi hanno sempre fatto impazzire anche perché sono lontanissime da quanto di moralistico e buonista c’è (e c’è stato in passato) in giro. Ad esempio i sogni di Luisa dopo aver visto una rappresentazione teatrale di Hänsel e Gretel sono di quanto più reale e fedele alla realtà ci possa essere. Già all’epoca Erich Kästner aveva capito che i bambini non sono dei tontoloni, ma sono degli esseri col fuoco vivo addosso, con una mente fervida e sempre in movimento – anche quelli più tranquilli, anzi forse loro in particolar modo!

Vi consiglio questo libro, che ha un lieto fine che augurerei a tutti: ma sapete, se anche non avrete un lieto fine del genere nella vita, Lottina e Luisella potranno insegnarvi davvero molto. Innanzitutto a divertirvi!

 

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