Josè Saramago e il mare

Il legame tra il premio Nobel portoghese Josè Saramago e il mare è stato sempre molto forte, spesso sovviene tra i suoi versi quell'elemento tanto amato. Allora, visto che l'estate è alle porte, ho pensato di affidare proprio a Saramago i versi di questo mese scegliendo due brevi poesie: una sul mare ed una sul tramonto, perchè, cari Kidz, per quanto mi riguarda, la cosa più bella dell'estate è poter contemplare un tramonto sul mare. In spiaggia a quell'ora, normalmente, metto da parte libro o Ipod, appoggio i gomiti sulle ginocchia e mi godo il tramonto, fino all'ultimo pezzettino di sole fino a quando il cielo non avrà deciso che colore indossare.

Oceanografia

Giro le spalle al mare che conosco,

al mio essere umano me ne torno,

e quanto c'è nel mare lo sorprendo

nella pochezza mia di cui son conscio.

 Di naufragi ne so più del mare,

dagli abissi che sondo torno esangue,

e perché da me nulla lo separi,

vive annegato un corpo nel mio sangue.

 

Tramonto

Che puoi ancora dirmi che non sappia,

vena di sole esangue sulla terra,

lieve garza di nebbia che si sfrange

tra l’azzurro del mare e il cielo ardente?

Ormai tanti tramonti nel ricordo,

tante dita di fuoco sulle acque,

che tutto si confonde quando, a notte,

calato il sol, si chiudono i tuoi occhi.

 

Hey Kidz, quello nella foto è proprio il mio mare!

 

 

 

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

2 commenti su "Josè Saramago e il mare"

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