Io, la danza, le amiche e papà

Bianca ha dodici anni, una mamma, un papà, una sorella minore e tantissima determinazione racchiusa in un paio di scarpette da danza. Rispetto ad altre sue coetanee è arrivata un po’ tardi, solo da due anni, allo studio della danza classica, ma la passione e l’impegno le hanno fatto recuperare presto il tempo perduto. Bianca ha le idee molto chiare: la danza è il suo destino. Per realizzare il suo sogno non bastano due giorni di lezione a settimana, c’è bisogno di un lavoro costante, tutti i giorni, e degli insegnanti migliori: c’è bisogno di entrare in Accademia.

Se Bianca ha tutto ciò chiaro in mente e si sente pronta per affrontare questa avventura, lo stesso non si può dire per i suoi genitori, pieni di dubbi: Bianca ha cominciato a studiare troppo tardi, rischia di andare incontro a una brutta delusione e poi l’Accademia è in una grande città, lontana da casa. Dovrà essere Bianca a mostrare loro ciò di cui in cuor suo è già sicura e così supererà il provino per entrare nell’importante Accademia, andrà a vivere lontano dalla sua famiglia e si impegnerà con tutta se stessa nelle quotidiane lezioni di danza (un po’ meno la mattina, a scuola).

Pur trovandosi in un ambiente molto competitivo, Bianca capisce presto che senza delle amiche non potrà mai farcela e, grazie al suo carattere generoso ed espansivo, non le mancheranno; dopo qualche mese la raggiungerà nella metropoli Art, un papà attento e paziente, disposto a cercare lavoro in un’altra città pur di stare vicino a una figlia che gli sembra ancora troppo piccola per vivere lontano da casa.

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È bello Io, la danza, le amiche e papà, il nuovo romanzo di Paola Zannoner, edito da Il Castoro e in libreria da qualche giorno. L’autrice, già molto amata dai ragazzi (e noi ve ne avevamo parlato qui), ci fa entrare nella vita di Bianca, la vediamo nella sua determinazione e nelle sue paure, e, allo stesso tempo, ci fa entrare nella vita del papà di Bianca che è pronto a sacrificarsi per stare accanto a sua figlia, ma vede anche che questa bambina gli sfugge tra le mani, come è giusto che sia, perché da un momento all’altro tanto bambina non è più.

Attenzione: dopo aver seguito Bianca tra scuola, Accademia e casa, potreste anche commuovervi un po’ a fine anno, vedendo i frutti del suo lavoro.

È bello, sì, questo libro sin dalla morbida copertina, dove Giovanni Manna ci mostra Bianca con i capelli raccolti nel classico chignon e la sovracopertina quasi ce la nasconde, a parte un piccolo tondo che mette in evidenza la sua vita in punta di piedi. 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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