Il viaggio nel tempo di Dino e i suoi amici

Una mattina un ragazzino si sveglia, prende il suo skateboard e va a trovare l’amico scienziato che sta progettando una macchina del tempo. È un incipit che vi suona familiare? Eppure non sto parlando di Ritorno al Futuro, bensì di Dino e la macchina del tempo, cartone animato di Yoon-suk Choi e John Kafka, che proprio questa settimana esce al cinema.

Curioso e spericolato, Dino ha otto anni e per amici sua sorella Giulia e Max. Ed è insieme a loro che finirà nientepopodimeno che nella preistoria, tra gli enormi dinosauri che un tempo abitavano la Terra, a causa di un incidente nel laboratorio del Dottor Santiago, il classico inventore squinternato.

Come ritrovare la strada di casa, o meglio, la propria epoca? La vicenda non sarà una passeggiata, tra lucertoloni con grande istinto materno ed altri con grande istinto famelico: la storia si snoda tra le due ere, il passato e il presente, dove la madre di Dino e il Dottor Santiago provano in tutti i modi a riportare al futuro i tre.

Il film è simpatico e divertente, specialmente perché tocca i due temi adorati dai bambini (e non!) i dinosauri e i viaggi nel tempo. Quale bambino infatti non adora quegli animaloni dalle zanne lunghe e affilate, lunghi più di tre camion e alti come un palazzo di sette piani? Oggi ci limitiamo a osservarne i resti nei musei o tramite qualche ricostruzione, tuttavia il pensiero non si accontenta delle ossa e vaga con l’immaginazione, provando a vedersi in quell’ambiente aspro e pericoloso, a stretto contatto con quegli esseri così lontani ma così familiari. Non è un caso che tra poco torni sugli schermi Jurassic Park in versione 3D (in Italia è previsto per questo autunno): aspetto commerciale a parte, è il ritorno di una passione mai realmente scomparsa, di cui proprio i più piccoli sono i principali promotori.

Poi c’è il viaggio nel tempo, altro grandissimo sogno di ogni essere umano: poter visitare o addirittura vivere in una precisa epoca a scelta tra passato e futuro resta un desiderio che prima o poi tutti abbiamo espresso. Quando poi uscirono i vari Ritorno al futuro, si scoprì l’importanza fondamentale di rispettare il continuum spazio-temporale, onde evitare spiacevoli inconvenienti come la creazione di universi alternativi. Chissà se Dino conosce questa regola. Non resta che scoprirlo andando al cinema!

 

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