Il teatro perduto del dio Horo

Esisteva il teatro nell’antico Egitto? Di sicuro non come lo intendiamo noi.

Era più simile a un rituale, a una celebrazione religiosa. Aveva qualcosa di magico insomma, come tutto quello che riguarda la civiltà egizia, la più affascinante che sia mai esistita.

Per mostrarvi una delle poche tracce rimaste di questo teatro, voglio portarvi con me in un luogo misterioso.

Sulla riva occidentale del Nilo, lì dove il fiume scorre sinuoso, sorge la città di Edfu. Nel cuore di questa città c’è un tempio innalzato nell’Antico Regno e poi riedificato nel Nuovo. Questo tempio, uno dei meglio conservati e di grande bellezza, è dedicato al dio Horo (ve lo ricordate? È detto anche Horus e appare spesso sotto forma di falco), protettore della città.

Entriamo insieme nel tempio. Le pareti sono ricoperte di bassorilievi e questi bassorilievi sono accompagnati da lunghi geroglifici. Belli, eh? Pensate che si tratta di un testo drammatico vero e proprio, che veniva recitato da un celebrante (una specie di sacerdote) durante il rito.

In realtà i testi iscritti sulle pareti sono due: il primo s’intitola La vittoria di Horo sui nemici di suo padre, il secondo La vittoria di Horo su Seth in forma di ippopotamo.

Il primo dramma racconta di come Horo, figlio di Osiri, si metta sulle tracce di Seth, fratello del padre e usurpatore del regno d’Egitto. Horo ci viene mostrato come un vero e proprio eroe intenzionato a rivendicare quel trono che gli spetta per diritto di successione. La cosa più buffa è che l’inseguimento si svolge nelle paludi, dal momento che sia Seth che i suoi uomini sono stati trasformati, per via di una maledizione, in ippopotami e cercano un rifugio nel fango.

Come dice lo stesso titolo, il nostro eroe avrà la meglio sul malvagio zio.

Il secondo dramma, invece, ci mostra un Horo ben diverso, ancora adolescente e po’ intimorito: per partire alla caccia di Seth e decidersi ad attaccarlo ha bisogno niente meno che del sostegno della sua mamma! È infatti la dea Isi a dover intervenire di continuo per incoraggiarlo all’azione.

C’è poco da fare, kids. Anche nei drammi sacri iscritti nei templi dell’Antico Egitto, la mamma è sempre la mamma.

 

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