Il superbambino dietro L'Uomo d'Acciaio, ora al cinema!

Di supereroi non ce ne sono mai abbastanza. E anche i film sui supereroi non sono mai pochi. È appena uscito nelle sale L’Uomo d’Acciaio, ovvero il nuovo Superman, probabilmente la figura più rappresentativa del supereroe nella fantasia di ogni bambino. Sfido chiunque a non aver mai provato a usare un lenzuolo (o la giacca del papà) come il suo celebre mantello rosso, agitandolo al vento, o a non aver mai alzato la mano all’aria e simulato il suo volo. Più di Spiderman, più di Thor, più di Hulk, Superman rappresenta tutto ciò che vorremmo essere e fare: volare, dimostrare senza grossa fatica la nostra superforza, salvare il mondo con una sola mano.

Sappiamo bene però che ogni supereroe, così come accade anche a noi nella vita reale, ha qualche zona d’ombra, perché in fondo anche l’uomo più grandioso nasconde da qualche parte una debolezza, che non si scatena solo al contatto della kryptonite, ma si rivela nelle piccole cose di ogni giorno. Non dimentichiamoci infatti che Superman è sì un alieno, ma è anche profondamente umano, così come umana e fragile è la Terra, il pianeta in cui si ritrova a vivere.

Regista del film è Zack Snyder, uno che di supereroi se ne intende, avendo già girato opere come 300 e Watchmen, e che certamente non si è risparmiato nel condire L’Uomo d’Acciaio con tantissimi combattimenti e scene mozzafiato. Tuttavia, a rendere particolarmente suggestivo questo nuovo episodio della saga, è l’uso dei flashback che si alternano lungo tutta la storia. Un mezzo che ci aiuta a scoprire i motivi di ogni gesto e ogni parola dell'adulto Clark Kent, ritrovandone le radici nell’infanzia, divisa tra i veri genitori appartenenti a un altro mondo, e i genitori adottivi, amati forse con più intensità. È in questo modo che scopriamo i primi approcci del protagonista con i suoi poteri, tra superudito e supervista, vissuti con iniziale disagio. Vale la pena segnalare uno dei più significativi scambi di battute del film, in cui Superman bambino si confida impaurito con la mamma adottiva:  “Il mondo è troppo grande", "E tu fallo diventare piccolo". Un grande insegnamento, che costringe il piccolo Clark a fare i conti con la sua natura e a conviverci nonostante tutto: "Dovrai decidere che tipo di uomo vuoi diventare da adulto. Chiunque sarà quell'uomo, cambierà il mondo."

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L’Uomo d’Acciaio è dunque una pellicola che parla sì di fatica, battaglie e lotte contro i propri nemici (il terribile generale Zod), ma racconta anche la difficile crescita di un bambino destinato a diventare leggenda, anche a rischio di vivere in solitudine, emarginato a causa della sua spettacolare diversità. È già stato annunciato il sequel.

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