Il signor Portafortuna

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Il signor Portafortuna è piccolo e ha gli occhi che sorridono. Si nasconde negli angoli, nelle crepe dei muri, dove c'è l'erba gialla e secca. Se andate in un parco – uno qualsiasi, quello della vostra città è perfetto – e provate a cercare l'angolo più nascosto, dimenticato, che quasi non si vede – ecco, lì avrete ottime possibilità di trovare il signor Portafortuna. 

Tra i suoi posti preferiti troviamo anche i sedili della metropolitana – ma non tutti, solo quello, laggiù in fondo, dove non si siede mai nessuno. Sopra il sedile di solito c'è il giornale di ieri tutto spiegazzato e lo sporco si infila tra le lamiere. Ma è lì, proprio lì, che il signor Portafortuna si può trovare. 

Il signor Portafortuna, ormai l'avrete capito, ama andare nei posti dove non lo nota nessuno. Più tu pensi che lì non lo troverai mai, più quel posto lo attrae. E così alla fila della Posta, nelle aiuole delle rotonde sulle strade provinciali, nelle sale d'aspetto degli ospedali, nello sgabuzzino del bidello a scuola, dentro i cestini della raccolta differenziata, tra le grate dei tombini, appeso alle gabbie dei canili, tra le luci rotte dei lampioni, nelle discariche dove volano alti i gabbiani, tra le siepi di bosso – si nasconde il signor Portafortuna. Aspetta soltanto che qualcuno lo noti, si renda conto che esiste, lo porti a casa con sè.

Si sente sempre molto solo, il signor Portafortuna, la sua vita è un paradosso: tutti lo cercano, lo desiderano, ma lui passa le notti al freddo e i giorni umido di gocce di pioggia, sul bordo di una pozzanghera che la gente per la strada attraversa distratta. Chi lo trova, ne sia pure certo, troverà un piccolo tesoro – basta soltanto saper guardare. 

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