Il Natale e il nuovo Mr. Scrooge

Ormai ho paura che anche aprendo il mini bar della mia stanza d’albergo parta :

“WE WISH YOU A MERRY CHRISTMAS, WE WISH YOU A MERRY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR!!”

Perché? Perché qui a Londra è il sottofondo di tutte le festività natalizie; l’astuto ritornello lo trovi nei negozi, nei bar, nella hall dell’albergo,come suoneria di cellulari, in metropolitana, così finisce per conficcarsi nella tua testa e non c’è modo di farlo uscire, proprio no!

Per cui anche stamattina mi alzo con questo tormentone nelle orecchie. Mentre mi preparo per l’intervista di oggi, penso a tutte queste fesserie sul Natale e sull’essere più buoni, cosa che, non funziona di certo per il mio capo Michela che mi fa lavorare la vigilia di Natale …

DRIIIN DRIII, telefono … Diamine, quella donna ha un sesto senso, è proprio lei.

– Pronto, ciao Michela. Sì tutto a posto … Sì sto andando … Sì che sarò puntuale … ok ci vediamo a Milano. Ciao –

Quando esco dall’albergo più che una giornalista sembro uno Yeti, sono imbacuccata in dieci strati di vestiti.

Prendo la metro e scendo alla fermata indicatami dal portiere dell’albergo.

Sono in cerca della Casa Famiglia di Ebenezer Scrooge, devo incontrare proprio Scrooge.

Mi avvio ed arrivo davanti ad una casa gigantesca; la struttura dell’edificio è dei primi del novecento, ma la facciata è tutta colorata, ogni balcone un colore e all’ingresso vi è un albero di Natale enorme e pieno di luci, stelline, collane di pop-corn e ginger breads.

L’uscio è socchiuso così mi infilo dentro. Che meraviglia, mi sembra di essere entrata a Disneyland. Ci sono bambini dovunque e giocattoli d’ogni tipo: cavallucci, altalene, palloncini, macchine telecomandate, bambole parlanti, peluche giganteschi. Di sottofondo canti di Natale e bambini che qui e là recitano poesie o provano i canti. È un delirio, ma è magnifico.

Cerco di togliermi almeno 5/6 strati di vestiti e mi si avvicina una giovane donna:

– Buongiorno, desidera? –

– Ho un appuntamento con Mr.Scrooge, sono una giornalista –

– Bene, ma tanto l’avrebbe ricevuta anche senza un appuntamento, Mr.Scrooge riceve sempre tutti. Salga al piano di sopra, lo troverà nel suo studio, la terza porta a sinistra –

La scala è al centro di quel putiferio, per raggiungerla devo schivare marmocchi d’ogni età con le mani appiccicose di mele candite o il muso sporco di cioccolato.

Busso alla terza porta a sinistra, Toc Toc.

– Avanti – risponde una voce che ha già un che di allegro.

Entro e di certo non è l’austero studio di un ricco signore attempato. Ci sono festoni di Natale e candele, un presepe ad altezza d’uomo, c’è pure una pastorella che assomiglia a mia sorella. La stella cometa è enorme e brilla tanto da accecare. Mi accoglie un vecchietto dal viso dolce, elegantissimo, quel che si dice un Lord inglese.

– Oh lei deve essere Laura, prego venga qui vicino alla finestra, si faccia vedere meglio –

Mi avvicino pensando : “Che vuole questo qui?”

Lui mi guarda attentamente, fissa per un attimo i suoi occhi sui miei e si fa una gran risata.

Io penso “Oddio devo avere il rimmel sbavato!!” e  comincio a passarmi le dita sotto gli occhi.

– Stia serena Miss Laura, non ha proprio niente che non va, a parte una dose abbondante di cinismo –

Lo guardo per capire se scherza o fa sul serio e dico:

– Cinica rispetto a cosa? –

Al Natale! – fa lui – Sa ormai me ne accorgo subito quando qualcuno non ama il Natale. Si capisce da un certo grigiore sotto gli occhi –

“Visto? Era il mascara, lo dicevo!” penso io.

Sorvolo per non far polemica:

– Così lei si prende cura di tutti questi bimbi? –

– E anche delle loro madri e dei loro padri! –

– Come? – chiedo.

– Le mamme lavorano qui in casa, c’è chi cucina, chi cuce, chi insegna, chi gestisce le risorse della casa, chi si occupa di raccogliere i fondi etc etc. I papà invece si occupano delle commissioni, della spesa, dell’orto fuori Londra che una mia amica ci ha donato, delle faccende burocratiche e bancarie. I bimbi studiano, giocano, partecipano a laboratori d’ogni tipo e la sera poi tutti tornano alle loro case –

– E lei? –

– E io resto qui a sperare che il giorno arrivi presto e mi riempia di nuovo la casa di gente, di schiamazzi e di risate!! –

– No, intendevo … qual è il suo compito? –

– Beh, io ho voluto tutto questo, l’ho organizzato grazie alle mie conoscenze e adesso, come dire, faccio anch’io il Nonno, lo zio, il compagno di giochi, il maestro … insomma non sono più solo e non passo il mio tempo contando i soldi che possiedo –

– Come sceglie le famiglie da aiutare? –

– Giro per Londra, mi guardo intorno e lascio la porta di casa sempre aperta, in modo che chiunque abbia bisogno possa entrare, anche di notte –

– Tutto ciò è così bello … Cosa può fare prendersi uno spauracchio … la storia dei fantasmi è così assurda- rido mentre aspetto che anche lui ci rida su, invece si fa serio, viene verso di me e mi prende il viso tra le mani:

– No bambina mia, non è così, non è stata la paura … lei piuttosto ha paura, io lo sento –

– Paura di cosa? Ma che dice? – dico io liberandomi.

– Paura di essere felice, di credere che si possa esserlo dopo tutto –

Oh questa è bella, m’è capitato il vecchietto che si crede uno psicoterapeuta!

– Lo so che lei pensa che io abbia qualche rotella fuori posto, ma, possono accadere cose fuori dall’ordinario in questo periodo dell’anno, si fidi di me –

– Ok Mr.Scrooge adesso scendo giù, faccio qualche foto per l’articolo e vado via. È stato un piacere conoscerla –

Prendo borsa e cappotto e m’avvio verso la porta, ma Scrooge mi fa:

– Non dimentica qualcosa? –

Io mi guardo intorno:

– Credo di no –

– Gli auguri, non ci siamo fatti gli auguri. Tanti auguri di Buon Natale Miss Laura –

– Auguri a lei Mr.Scrooge –

Me ne torno in albergo borbottando tra me e me:

“Io avrei paura, io sarei cinica, e perché? Solo perché non ho un sorriso da ebete stampato sul volto ogni volta che pronuncio la parola Natale? Ma fatemi il piacere …”

Trascorro il resto della giornata un po’ imbronciata, quelle parole non le ho proprie digerite.

Finalmente, dopo aver cenato mi butto a letto al calduccio. Non faccio in tempo a chiudere gli occhi che sento qualcosa, oh mamma che sarà …

Ad un tratto una voce:

– SONO IL FANTASMA DEL FUTUROOOOO … – risata.

Dopo aver sventato un infarto riconosco quella risata. Ho lasciato il pc acceso e quella è la voce del mio capo che mi parla da Skype e si diverte a prendermi in giro …

 

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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