Il Cavaliere Saponetta

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Cala la notte. Nel bosco cammina lento un cavallo e in sella al cavallo c’è un uomo. Ha i baffi lucidi e la corazza che brilla.

 

L’uomo in questione è un temerario cavaliere, un grande spadaccino, coraggioso e intelligente, astuto quanto saggio. E, come tutti i cavalieri che si rispettano, ha un cavallo portentoso che lo accompagna ovunque, un castello tutto per lui, un re da riverire e servire con onore, un’armatura sempre indosso, uno scudiero un po’ impacciato in fase di apprendistato, mille pericoli dinanzi a sé, una favolosa principessa da difendere e conquistare. Sembrerebbero gli ingredienti giusti di un racconto del genere cavalleresco, una di quelle fiabe con cui giullari e poeti di corte erano soliti allietare la vita dei signori e a volte donare loro il sogno di lontani, nobili natali. Ma, a guardar bene (e a leggere ancora meglio), risulta evidente che il cavaliere dai baffi lucidi e il suo mondo non siano propriamente quello cui la tradizione ci ha abituato.
Il nostro eroe, che non a caso viene soprannominato Cavaliere Saponetta, è un maniaco del pulito e adora ballare, passioni che è costretto a mettere da parte per affrontare l’impresa ardua e pericolosa di sconfiggere un temibile drago. E durante la missione -una tremenda e sudicia missione!-, avrà a che fare con personaggi e situazioni che lo sorprenderanno e lo porteranno a ricredersi sulle proprie scelte e convinzioni.

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Ironia, sovvertimento delle regole e avventura sono i motivi che animano questo racconto fiammingo di Kristien In-‘t-Ve, edito da Sinnos, con illustrazioni a colori di Mattias De Leeuw, il cui tratto rapido e leggero comunica l’idea del lungo viaggio dei personaggi, scandendone il ritmo, tra incontri, intoppi, cadute da cavallo, corse nel bosco, pianti disperati, gioie e sorprese inaspettate.

Grazie a questa sua complessità, Il Cavaliere Saponetta si presta anche a letture animate e ad adattamenti teatrali, per attori in erba che ne apprezzerebbero i tanti episodi e sketch comici, i suoi buffi personaggi e un finale tutto da ballare!

Il Cavaliere Saponetta è il frutto di una ricerca che l’editore svolge da tempo nei meandri della letteratura europea per l’infanzia, ricerca che ultimamente ci ha consegnato inoltre una storia estone raccontata nell’albo per piccoli lettori A che piano va? (ne abbiamo recentemente parlato qui).
Il libro fa parte della collana I narratori a colori e usa la font Leggimi che lo rende accessibile anche a bambini con DSA e BES.

L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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