Il bambino mannaro (Iperborea)

Ulf Stark, Il bambino mannaro, Iperborea

Dopo Il bambino dei baci, torna in libreria il piccolo Ulf con le sue avventure tenere e divertenti dove a farla da padrona è l’ingenuità del protagonista unita a una buona dose di fantasia.

Tutto comincia nell’ambulatorio da dentista del padre di Ulf, il dottor Stark. Mentre il padre si è appisolato sul divano per l’usuale riposino dopo pranzo, il fratello maggiore di Ulf, Janne, si diverte insieme a due amici, giocando con un teschio.

Ed è qui, intrufolandosi pur non essendo il benvenuto, che Ulf sente per la prima volta parlare dei lupi mannari. Proprio per colpa di Ulf, il fratello maggiore finisce in punizione e così si vendica alla prima occasione: quando Ulf gli chiede informazioni sui lupi mannari, Janne gli spiega che si diventa lupi mannari dopo essere stati morsi da un lupo mannaro, i lupi mannari – inoltre – di solito sono persone normali, ma nelle notti di luna piena si trasformano e vanno in giro a mordere a più non posso. Guarda caso, sta proprio per arrivare una notte di luna piena…

Quando qualcosa di peloso morde il piccolo Ulf, il bambino si convince che presto si trasformerà in un lupo mannaro, anche se il fratello gli confessa di averlo solo preso in giro perché si diverte a spaventarlo.

Ma che cosa fare per evitare di mangiare i propri cari una volta diventato lupo mannaro?

Tutto il mondo del piccolo Ulf

Il bambino mannaro è un libro di poche pagine che racchiude in sé tutto il mondo del piccolo Ulf. C’è il rapporto con il fratello maggiore, che non lo vuole tra i piedi e lo spaventa, ma – allo stesso tempo – è pronto a svelare lo scherzo del lupo mannaro e a rassicurarlo, anche offrendogli la tanto desiderata gelatina al lampone; ci sono gli adulti (non solo nella figura dei genitori) che accolgono – chi più chi meno – le fantasie del piccolo Ulf, offrendogli ascolto, sicurezza… e anche un paio di hot dog con molto ketchup; c’è una realtà allo stesso quotidiana e magica, perché vista attraverso gli occhi dell’infanzia.

Una scrittura felice

Come i due precedenti volumi di Ulf Stark (Sai fischiare, Johanna? e Il bambino dei baci) e come il volume successivo – Tuono– di cui vi parleremo presto, Il bambino mannaro fa parte della collana I Miniborei, di Iperborea.

La collana, con una motivazione che condividiamo appieno, ha recentemente vinto il Premio Andersen 2019 come Migliore collana di narrativa. Tra i pregi di questo progetto editoriale c’è sicuramente quello di aver portato ai bambini italiani i libri di Stark, la sua scrittura, infatti, è perfetta per una fascia di lettura, quella dai sei anni circa, che a volte stenta a trovare testi di qualità (e qui un plauso si deve anche all’ottima traduzione di Laura Cangemi)

La scrittura felice di Ulf Stark ci regala anche in questo caso un testo semplice e divertente, adatto a chi è alle prime armi con la lettura, che potrà così scoprire una storia divertenti e per niente banale, in una lingua semplice e chiara, con un protagonista davvero speciale.

Ad arricchire il volume, come per Il bambino dei baci, troviamo le illustrazioni dello scrittore e illustratore finlandese Markus Majaluoma.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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