Il bambino dei baci (Iperborea)

il bambino dei baci

Ulf Stark, Il bambino dei baci, I Miniborei (Iperborea)

Ulf apparentemente è un disastro ai suoi stessi occhi: prima di tutto non ha mai baciato nessuno e poi ha deciso di rinunciare alla corsa dei sacchi.

La questione dei baci, a dire il vero, inizialmente sembra non interessarlo molto, ma il fratello maggiore e i suoi amici si vantano di averne baciata più di una. Per la corsa dei sacchi, invece, ha deciso di non allenarsi neanche, pensando alla delusione dell’anno precedente:

Ogni anno, alla vigilia della festa di Mezz’estate, c’era la corsa dei sacchi. Bisognava saltarci dentro, arrivare fino al palo di Mezz’estate, girarci intorno e tornare indietro. Chi arrivava primo si beccava un libro e un sacchetto di caramelle.

Io non avevo intenzione di partecipare. L’anno prima ero caduto dopo nemmeno due metri. Mi ero fatto male al naso e avevo pianto davanti a tutti. Mi avevano dato lo stesso un sacchetto di caramelle, ma non ne era valsa la pena.

Complice Katarina (“la bambina più bella di tutto l’universo”), Ulf comincia a pensare alla storia dei baci e, cercando di capirne qualcosa in più, si rivolge al suo punto di riferimento, il fratello maggiore. Tutto ciò che riesce a scoprire riguardo al baciarsi è che fa un po’ di solletico e sa di gelato alla fragola… ma sarà davvero così? E poi, come baciare Katarina senza allenamento? C’è il rischio di fare la stessa figuraccia della corsa con i sacchi, meglio esercitarsi prima. E qui, nell’allenamento coi baci, entra in scena una bambina veramente tosta.

Arriva Armata Rossa

Il suo vero nome era Berit, ma le avevano dato quel nomignolo perché aveva i capelli rossi e un sacco di lentiggini. E perché metteva al tappeto tutti quelli che la prendevano in giro.

Armata Rossa è un personaggio meraviglioso. È forte, sa di non essere bella ma non le interessa, è divertente, diretta e generosa. Quando Ulf le dice che lo prendono in giro perché non ha mai baciato nessuno, lei si propone di baciarlo in modo che lui superi, in numero di baci, il fratello (dato che il fratello ha dato dieci baci, loro arriveranno a undici).

Visto che il primo bacio si ricorda per tutta la vita, Armata Rossa si veste elegante, prepara l’atmosfera giusta in camera e si lava i denti poi, risolto il problema del primo bacio, ci si può ricambiare per giocare più comodi.

Armata Rossa comincia anche ad allenare Ulf per la corsa dei sacchi e il bambino, che inizialmente quasi sembra vergognarsi di farsi vedere in sua compagnia, comincia ad apprezzarla sempre più, cambia il suo modo di vederla e cambierà anche il modo in cui gli altri ragazzi la vedono.

In libreria con I Miniborei

Il bambino dei baci è un libro breve, perfetto per i lettori alle prime armi. Una scrittura delicata, ironica, essenziale che riempie il cuore di meraviglia. Il merito è tutto della penna di Ulf Stark (1944-2017), uno dei più importanti scrittori svedesi per l’infanzia, vincitore di numerosi premi tra cui il prestigioso Astrid Lindgren Award. Il volume fa parte della collana I Miniborei, edita da Iperborea, collana in cui è presente un altro piccolo-grande gioiello di Stark che vi invitiamo – in caso mancasse nella vostra libreria – a recuperare, Sai fischiare, Johanna? (Premio Andersen 2018 come Miglior Libro 6/9 anni).

Ad arricchire il volume ci sono le illustrazioni di Markus Majaluoma, scrittore e illustratore finlandese, che segue con freschezza, ironia e tenerezza il piccolo Ulf, le sue sfide e le sue scoperte.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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