Il bambino che non amava leggere, il racconto di Benedetta e Giulia

Buon lunedì, kids! Amate leggere? Gli alunni della scuola media del Nuovo Collegio della Missione di Cagliari amano leggere… ma anche scrivere! Per Scrivere mi piace, la rubrica da loro curata insieme alla professoressa Stefania Mancosu, il racconto di Benedetta e Giulia ci parla di Giovanni che sembra proprio annoiarsi con i libri. Buona lettura e buona settimana!

Il bambino che non amava leggere

Benedetta Mambrini e Giulia Zunceddu, IªD

 

C’era una volta, ma non tanto tempo fa, un bambino di nome Giovanni a cui non piaceva leggere. Passava i pomeriggi a casa della nonna che lo costringeva a fare i compiti, ma soprattutto a leggere. Quel pomeriggio la nonna lo aveva costretto a leggere un libro che raccontava di un principe e una principessa; non poteva esserci storia più noiosa, pensava Giovanni, il solito principe bello e coraggioso che deve salvare la principessa sfortunata, rapita dal consueto stregone cattivo. Questo poi aveva un nome assurdo, Ernesto.

– Il mio nome non è assurdo – Giovanni si girò in cerca della persona che aveva pronunciato quelle parole, ma nella stanza non vi era nessuno.

– Lo tramandiamo di generazione in generazione da centinaia di anni, e nessuno si è mai lamentato. 

Giovanni guardò il libro, la voce proveniva da lì, e a pronunciarle era stato il mago Ernesto, improvvisamente le figure del libro incominciarono a muoversi come se danzassero e improvvisamente si trovò dentro il disegno, anzi dentro il libro, dentro la storia. Come era possibile, forse sognava, provò a darsi un pizzicotto, non era addormentato era sveglio e si trovava nel regno fatato di Elderin.

No, non è un sogno – disse una voce gentile dietro di lui – sei dentro la storia che stavi leggendo.

Giovanni si voltò lentamente. Due occhi azzurri come l’acqua di un ruscello, lo guardavano sorridenti; era la fata Turchina, del regno di Elderin.

– Sono io che ti ho chiamato, perché ho bisogno di un principe coraggioso che salvi la principessa Diana. I principi del regno sono tutti via per la guerra dei Tre regni e tu Giovanni sei l’unico che possa combattere contro il mago Ernesto. Questa è la bacchetta magica, ti aiuterà quando meno te lo aspetti e questo è Destriero il tuo cavallo. Ora va, Giovanni, il tempo scorre.-

Dopo quelle parole scomparve. Il bambino non capiva cosa fosse successo, stupito e spaventato si ritrovò a saltare sulla groppa di Destriero e cavalcare verso il castello del mago che teneva prigioniera la principessa.

Il castello di Ernesto si trovava in un bosco fitto e oscuro, quando Giovanni arrivò, si chiese come potesse entrare in quella fortezza così spaventosa. Si ricordò delle parole della fata Turchina, prese la bacchetta magica, l’agitò e come per “magia” si ritrovò dentro il castello, nella stanza, dove era tenuta Diana, la principessa. Lei come lo vide lo guardò stupita e spaventata, ma non ci fu tempo di spiegare, dietro di se sentì la voce del mago Ernesto, Giovanni si voltò e agitò la bacchetta magica e, come per “magia”, lui si addormentò…

Poi una voce lontana lo chiamò:

– Giovanni la mamma è venuta prenderti – di colpo si ritrovò a casa della nonna.

Non poteva essere tutto finito, non aveva riportato Diana a casa.

– Nonna ma devo continuare a leggere il libro è importante. Posso portarlo a casa? – la nonna sorrise con fare misterioso e gli rispose – Domani il libro sarà qui ad aspettarti, così potrai vivere altre avventure, ma ora devi tornare a casa con la mamma. 

Detto, questo la nonna prese il libro e lo rimise nella libreria, poi lo prese per mano e lo portò dalla mamma ma Giovanni sapeva che non sarebbe mai voluto andare via da quella casa e sperava che domani arrivasse il prima possibile.

[La foto di copertina è tratta da pixabay con  licenza Creative Commons]

1 commento su "Il bambino che non amava leggere, il racconto di Benedetta e Giulia"

Dicci cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *