I Piccoli Brividi

Immaginate un povero ragazzetto di appena dodici anni costretto, causa tipica strafottenza infantile e massicce e zuccherose dosi di dolciumi, ad una serie di visite di cortesia al biancastro studio odontoiatrico di un efferato dentista da horror di serie B. Immaginate e compatite.
Ecco, in quei terribili e brutali pomeriggi, tra trapani e uncini, tra aghi e specchietti, solo un’immagine era al nostro sfortunato eroe di conforto: un piccolo libro, costo 7,000 lire, che stava ad aspettarlo, a seduta finita, tra gli scaffali del reparto libri dei vicini Grandi magazzini. Insomma, una ricompensa per le sofferenze patite.
Il piccolo martire era il sottoscritto, e il libro in questione un volumetto dei Piccoli Brividi, storie dell’orrore per ragazzi arrivate in Italia nel 1994 e subito, come d’altronde anche all’estero, grande successo commerciale.
Una serie di romanzi brevi, scritti dallo statunitense Robert Lawrence Stine, 42 numeri iniziali, esordita oltreoceano qualche anno prima con il mitico numero #1 La casa della morte.
Milioni e milioni di copie vendute in tutto il mondo, con un successo presto trasferitosi anche in televisione, con l’arrivo sulle scene di un telefilm.

I fantastici Piccoli Brividi (in inglese: Goosebumps, pelle d’oca). Qualcuno l’avrete letto anche voi.
Le storie erano semplici (un po’ troppo, probabilmente), con trame assolutamente lineari e prive di qualsivoglia accenno di violenza.
Un horror all’acqua di rose, dove il brivido era affidato perlopiù all’operato di bizzarri mostri e/o creature, dai classici vampiri, mummie e licantropi, fino a surreali spaventapasseri e gnomi da giardino magicamente vivi. Senza scordare, naturalmente, il famigerato Slappy, sboccato manichino per ventriloquo, indiscusso protagonista della sottoserie Il pupazzo parlante, e molto presto assurto al ruolo simbolo dell’intero marchio.
A completare l’insieme, dei simpatici adesivi (molti dei quali fosforescenti) abbinati ad ogni libro.

Ma c’è di più, stavolta. Un motivo, oltre al semplice nostalgico ricordo, celato dietro l’argomento scelto per questo nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai gloriosi anni ‘80/’90.
Questo perché, notizia recente, la Sony Pictures avrebbe da poco acquistato i diritti necessari per dar vita ad un rilancio del marchio grazie ad una trasposizione cinematografica.
Da quel che si vocifera, il progetto sarebbe stato affidato al regista Rob Letterman, papà di successi quali Shark Tales e Mostri contro Alieni. La data di uscita? Ancora lontana.
Un modo per combattere l’attesa comunque esiste: un bel tuffo nella lettura.
Certo, ormai i Piccoli Brividi potrebbero risultarci un po’ troppo ingenui, ma nulla ci vieta, magari, di leggerli a fratellini, nipotini o figli di amici. Loro sì che riuscirebbero senz’altro ad apprezzarne il brivido… Un po’ come noi molti anni fa.

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