I fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri

 Lo so, Un Canto di Natale è la storia di Natale che chiunque conosce e ognuno ha visto, sentito o letto in una salsa qualsiasi in questo periodo di alberi accesi e case decorate.

Da Petra Pan posso dire di aver sentito per la prima volta Un Canto di Natale raccontato dalla mia maestra alle elementari. Credo di aver avuto più o meno otto o al massimo nove anni, e ricordo di esserne rimasta completamente stregata.
Da quando ho memoria, questa storia scritta da Charles Dickens, è la mia favola preferita di Natale.
Ricordo bene di essere tornata a casa quel giorno dicendo alla mamma che avrei chiesto a Babbo Natale di portarmi il libro del Canto di Natale, perché avrei voluto leggerlo e tenerlo sempre con me.
Quel Natale fui fortunata, perché Babbo Natale esaudì il mio desiderio. Tra giocattoli e maglioni di lana, il mio libro era lì, ad aspettarmi.
L’edizione era per adulti, con la copertina color crema e la costina rossa. Mio papà non ha mai voluto comprarmi cose che fossero prettamente per bambini, e di questo voglio ringraziarlo.
Ricordo anche quanta fatica feci a leggerlo: le parole erano scritte piccole piccole, e non c’era nemmeno una figura.
Sui libri di scuola le figure c’erano sempre, ma questo non mi fermò.
Lessi il libro da cima a fondo anche se qualche volta mi faceva paura. Mi piaceva come Scrooge si ravvedesse sulla sua vita, mi piaceva che ci fossero dei fantasmi e mi piaceva che tutto andasse a finire per il meglio.
E mi piace ancora.
Conosco a memoria l’ufficio del vecchio Scrooge, con l’insegna che porta ancora scritto il nome del suo socio defunto, Marley.
Vedo bene le travi consunte del pavimento e la piccola scrivania del suo impiegato avvolto nella grande sciarpa, mentre scrive con le mani coperte dai guanti bucati.
Io e suo nipote Fred ci conosciamo bene, e speriamo sempre che accetti l’invito per quel pranzo del giorno successivo.
Ho paura ogni volta che i campanelli cominciano a suonare tutti insieme, senza che nessuno li abbia toccati, e mi spavento a morte quando vedo comparire Marley avvolto in tutte le catene che si è costruito in vita.
Mi inquieta il Fantasma del Natale Passato, con la sua strana luminescenza e i suoi ricordi dolorosi. Sorrido insieme allo Spirito del Natale Presente, finché non invecchia e compaiono quei due bambini miserevoli ai piedi del suo mantello, che mi fanno gelare. E mi impietrisce la presenza del muto Spirito del Natale Futuro, che presagisce solo morte e tristezza.
Poi mi sveglio anch’io nel letto di Scrooge e mi viene voglia di gridare insieme a lui che il Natale è appena giunto, e che tutti siano felici perché c’è ancora una speranza di cambiare le cose, per quanto queste sembrino destinate a volgere al peggio.
Da quando ho conosciuto il Canto di Natale avrò visto almeno quattro o cinque versioni diverse di film, ognuna almeno un paio di volte. Ho riletto il libro e sentito l’audiobook con sempre lo stesso piacere e la stessa passione.
Non mi stanco mai di sentire com’erano fatte le braci del camino, di sapere che cosa succedesse nella vita precedente del vecchio e avvizzito Scrooge, di sentire come alla fine capisca quali sono i suoi sbagli e renda la sua vita migliore.
Conosciamo tutti Charles Dickens, e sappiamo bene quale fosse il suo stile di scrittura. Le sue storie sono tutte inizialmente tristi e malinconiche, ma hanno sempre un lieto fine, un ribaltamento dei fatti per il protagonista che riesce sempre a risolvere la sua vita per il meglio.
Nei libri di Dickens ci sono tanti insegnamenti ovvi per i grandi, ma che potrebbero essere molto utili per un bambino.
Tutte le sue storie hanno una morale e vogliono lasciare qualcosa al lettore, sebbene tutto quello che ci troviamo dentro non sia poi così profondo, ma piuttosto ovvio.
Trovo che Dickens possa essere l’autore giusto per i ragazzi e trovo che questa storia, in particolare, possa essere anche divertente e affascinante.
Io ripeto sempre una cosa che per me è importante: leggere il libro non è come guardare il film. E di versioni filmiche di questa storia ce ne sono parecchie, alcune anche molto, molto belle.
Però, se volete passare davvero un buon Natale coi vostri piccoli, leggete la storia insieme. Raccontatevela. Per me è il regalo giusto da trovare sotto l’albero e una di quelle cose intramontabili che non stancano mai.

 

Da Petra Pan nella sua Isola Che Non Dovrebbe Esserci, Ma C’È un FELICE NATALE!

 

 

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