Human Hope: Il ritorno di Cass e della squadra “Devasto”

Il blogtour di Human Hope

 

Ehi kidz!

Quello di oggi è un invito alla lettura un po’ particolare…

YouKid ha l’onore di aprire il blogtour dedicato a Human Hope di Tommaso Percivale e organizzato dalla casa editrice Lapis!

Insieme a noi, partecipano anche Libri e marmellata , Thriller Magazine e Il profumo dei libri (qui trovate tutte le tappe del tour). Buona lettura!

human hope

I tappa: alla scoperta di Human Hope

Ad Arcade, città del futuro ipertecnologica e frenetica, tutto funziona come solito: nei livelli più bassi e lontani dalla luce del sole, gli androidi e i robot lavorano senza sosta, mentre ai piani più alti gli umani si rilassano e vivono nel lusso. Vi sembra giusto tutto ciò? No? E avete ragione. Pensate che i robot non abbiano voglia di ribellarsi a tutto questo? Vi sbagliate. Ci hanno provato, ma non è andata come speravano, perché l’attentato terroristico da loro escogitato non è andato a buon fine. Il motivo? Perché a capo dell’organizzazione del Fronte c’era un umano, o “umido” come lo chiamerebbero gli androidi, con interessi assai meno nobili della giustizia e dell’uguaglianza, dei pari diritti e doveri di umani e robot.

E dunque, c’è ancora speranza? Sembra di sì, almeno fino a quando a capo della squadra “Devasto” ci sarà un’androide speciale come Cassandra Van Boyle, per tutti Cass. Nel romanzo Human abbiamo avuto l’occasione di conoscerla e di vederla acquisire sicurezza, muovendosi non sempre agilmente tra i ricordi fumosi del suo passato e il ruolo che è chiamata a svolgere in Polizia, verso la conquista della sua identità. Ora in Human Hope, Cass lotta per un obiettivo ancor più ambizioso, quello della libertà dalla schiavitù per tutti gli androidi. All’inizio non è per nulla facile, perché Darius Joust, lo speaker radiofonico, continua a dare notizie sconcertanti di androidi che compiono gesti folli, come sabotaggi e omicidi, oppure che fanno impazzire i loro padroni umani non obbedendo agli ordini… e si sa che il contrario dell’obbedienza è la rivoluzione, e non c’è rivoluzione senza caos. Guasto tecnico, o complotto che sia, non c’è più tempo da perdere: Cass, Burke, Tuppermore, Samus e Buio sono pronti ad agire con strategia e sangue freddo, ma nemmeno loro sanno fino a che punto la volontà di vita può spingersi.

Tutto ciò che esiste vuole continuare a esistere. L’erba buca il cemento. I batteri imparano a resistere agli antibiotici. Le creature si evolvono. Gli umani lo chiamano “istinto di sopravvivenza”.

Non si può svelare altro, se non che la determinata Cass che aveva ormai cominciato a capire chi davvero fosse, si troverà a dover fare i conti con una nuova verità che la riguarda. In fondo, come dice C.G. Jung e ci ricorda l’autore, “in ognuno di noi, vi è un altro che noi non conosciamo”.

Human Hope è il sequel di Human e ne riprende le tematiche e l’impronta filosofica, spingendo lo sguardo più in là, verso un orizzonte ancor più lontano. È un romanzo ben costruito fin dalla prima pagina, che promette colpi di scena e immersioni profonde in riflessioni intorno alla libertà, all’identità, all’etica e alla giustizia. Se si vuole, è un romanzo libero di per sé, che si serve, sì, di una “distopia fantascientifica” per mettere in scena i conflitti etici attuali, ma che non giudica e non parteggia per una parte o per l’altra. L’empatia scaturisce sia per chi sta nel “giusto” che per chi crede di stare nel giusto, soprattutto perché non si sa distinguere fino all’ultimo, chi sia l’una e chi sia l’altra parte.

Trecento pagine, o poco più, di intensità ed esattezza che vi faranno riflettere, commuovere, arrabbiare. Non è forse questa la funzione della letteratura?

Alla casa editrice Lapis e all’autore Tommaso Percivale auguriamo un buon lavoro per i prossimi romanzi… chissà, vedremo ancora Cass e la squadra “Devasto”?

Una cosa è certa: se siamo tutti capaci di provare empatia, amore, dolore, rabbia e tutto il resto, siamo tutti umani.

L'autore di questo post

Sono nata nella primavera inoltrata del 1989 , tra i campi coltivati e la nebbia della pianura Bolognese. Dicono di me: saggia, testarda, capace di dare consigli agli altri. Vero. Ma penso sia grazie ad una mia caratteristica: l’eterno conflitto tra finzione e realtà, tra immaginazione e dato di fatto, conflitto che mi tiene incredibilmente in equilibrio. Porto avanti sin dall' infanzia un’inclinazione naturale sia alla filosofia e all’ analitica, sia all’ arte in tutte le sue forme. Suono, canto, disegno, scrivo, e sono sempre alla ricerca di cose nuove da scoprire…In un’unica definizione: un’inguaribile curiosa pignola che non scende mai dalle nuvole.

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