Hachiko, il cane che aspettava (Albe Edizioni)

Preparate i fazzoletti, perché la storia di Hachiko vi commuoverà fino alle lacrime. Probabilmente la conoscete già (sulla storia del fedele cane akita sono stati realizzati due film, il primo giapponese, il secondo del 2009 con Richard Gere), eppure la versione raccontata dalle parole di Lluís Prats e dalle illustrazioni di Zuzanna Celej per Albe Edizioni vi lascerà a bocca aperta, per la meraviglia.

Hachiko Albe edizioni

Titolo: Hachiko, il cane che aspettava
Autore: Lluís Prats
Illustrazioni: Zuzanna Celej
Editore: Albe Edizioni
Pagine: 151
Prezzo: 14.90 €
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Il libro:  Nel Giappone degli anni Venti e Trenta del Novecento, Hachiko aspetta per dieci anni, giorno dopo giorno, il padrone che gli ha promesso di tornare a prenderlo davanti alla stazione. La sua straordinaria dedizione diventa un simbolo universale e suscita la solidarietà e il riconoscimento di una comunità intera. Ispirata a una vicenda reale, una storia commovente e poetica raccontata dal prestigioso autore catalano Lluís Prats Martínez e illustrata dall’artista polacca Zuzanna Celej.

La recensione

Il libro di cui sto per parlarvi è stato accolto con un favore incredibile da pubblico e critica: si è aggiudicato il Premio Josep M. Folch i Torres 2014 (premio spagnolo per la letteratura per l’infanzia), è stato segnalato come White Raven dalla Internationale Judendbibliothek di Monaco ed è attualmente fra i finalisti del Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Dopo averlo letto (in una manciata di ore!) ora so perché. Certo, è facile arrivare al cuore dei lettori con una storia meravigliosa e commovente come quella di Hachiko, ma la maniera in cui è raccontata in questo bellissimo libro è proprio da brividi.

1924-1925

Il libro è diviso in due parti, la prima è lunga un anno, dal 1924 al 1925, inizia a Gennaio, nel quartiene di Shibuya, Tokyo, quando il professor Eisaburo Ueno, che insegna all’Università, prende un cane di razza akita per sua figlia. Il cucciolo arriva da lontano e si presenta subito come una morbida palla di pelo candida e tremante, mezzo morto per il freddo e il lungo viaggio. Il professore e il cucciolo si guardano: ed è subito amore. Il cucciolo rivolge all’uomo uno sguardo che gli scioglie il cuore e lo incatena: è pieno di amore e di gratitudine, è la l’inizio di una storia di grande e profonda amicizia che, ahimè, per il professore durerà solo un anno.

Tra padrone e cane s’instaura subito un legame profondo, un’intima convivenza scandita dagli orari precisi e dalla monotonia della vita dell’uomo, che tutti i giorni prende il treno per l’Università, tornando sempre al medesimo orario: alle cinque del pomeriggio. Hachiko impara subito a inserirsi in questa precisa tabella di marcia e tutti i giorni accompagna il suo padrone a prendere il treno e lo aspetta, fedele, davanti alla stazione alle cinque in punto. Assieme ad Hachiko, il professore rivive una seconda giovinezza, fatta di progetti di viaggi, cose da fare, luoghi da visitare assieme al suo nuovo amico. Hachiko lo sta a sentire, lo guarda adorante mentre l’uomo fa le sue promesse: chi ha un cane conosce perfettamente quello sguardo, sono gli occhi di una creatura che non prova altro che amore.

1925-1935

La storia di Hachiko, comunque, continua ben oltre la morte del professore: la seconda parte del racconto è ambientata nei dieci anni successivi alla sua scomparsa. Hachiko non accetta l’idea che il suo migliore amico non scenderà più da quel treno alle cinque e ogni giorno, ogni singolo giorno, non importa se piove o nevica, Hachiko alle cinque compare davanti alla stazione, in attesa.

Dopo la morte del professore, Hachiko conosce la cattiveria umana, la fame, la solitudine, eppure continua ad aspettare: una storia di fedeltà e amore immortale che non può non commuovere grandi e piccini. È una storia, dunque, di amicizia e fedeltà, ma anche di coraggio, caparbietà, solidarietà… sì, perché alla fine Hachiko diventa il cane di un’intera comunità, quella che vive attorno alla stazione, che lo conosce, che lo ha compreso, che ha seguito la sua storia.

Come si può rimanere impassibili davanti a una prova così estrema di affetto? Ecco allora che il capostazione, la geisha, la signora che vende i pasticcini, i bambini che passano di lì per andare a scuola, diventano “padroni” di Hachiko, gli portano da mangiare, si prendono cura di lui, proteggendolo da chi vorrebbe portarlo via, in canile, magari. Alla fine, il cane fedele, meriterà le prime pagine dei giornali e perfino una statua, che oggi è ancora lì, meta di pellegrinaggio per turisti e locali.

Una storia commovente e poetica

I testi di Lluís Prats sono semplici e richiamano tutta l’eterea e sognante atmosfera del Sol Levante, il profumo del tè, l’immagine del Fuji che si staglia sull’orizzonte, la neve e i giardini giapponesi, e le illustrazioni di Zuzanna Celej non fanno che alimentare, con grazia e delicatezza, queste atmosfere: sono acquerelli dai colori leggeri e il tratto impalpabile, da sfogliare e dai quali lasciarsi incantare.

Una fiaba bellissima e commovente, che rinnova la necessità di credere nell’amicizia come valore assoluto per vivere con coscienza la propria vita.

 

L'autore di questo post

Autrice, blogger, copywriter e lettrice compulsiva, ama la letteratura fantasy, l'archeologia, i fumetti, il cinema, i supereroi e gli zombie. Si nutre di serie TV, cibo brasiliano e rum. Autrice della serie fantasy Armonia di Pietragrigia (www.facebook.com/armoniadipietragrigia)

1 commento su "Hachiko, il cane che aspettava (Albe Edizioni)"

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