Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo: edizione 2014

Museo Tattile di Ancona (13 ottobre 2013)

 

L’edizione zero della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (F@MU), svoltasi lo scorso 13 ottobre, è stata un successo: vi hanno aderito più di 300 musei, di tutti i tipi, in 20 regioni d’Italia, e vi hanno preso parte più di 20.000 persone, adulti e bambini. Per un giorno, i musei d’Italia si sono trasformati in luoghi caldi, accoglienti, colorati, animati, rumorosi, in piccole o grandi “officine” dell’arte, della storia e della tradizione dove i bambini hanno potuto riscoprire, assieme a tutta la famiglia (zii, nonni, genitori…), la ricchezza culturale, artistica, archeologica e antropologica delle città e dei luoghi in cui vivono.

Restituire ai cittadini la sovranità su quel patrimonio monumentale che gli appartiene di diritto, come è scritto nell’articolo 9 della nostra Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», vuol dire creare occasioni come questa in cui ogni singolo cittadino abbia innanzitutto la possibilità di conoscere quel patrimonio e appropriarsi di quella conoscenza, per poi vivere il museo come un luogo famigliare, in cui tornare ogniqualvolta si avverta l’esigenza di rinnovare quel patto antico con l’arte e la storia dei propri territori.

Lo staff della F@MU, composto da professionisti – per la verità, tutte donne! – del settore, diversamente dislocati in Italia e all’estero, già da alcuni mesi sta organizzando la prossima edizione, la I ufficialmente, che si terrà il 12 ottobre 2014 (segnatevi bene questa data sull’agenda da poco inaugurata) e alla quale si prevede, sin d’ora, che potranno aderirvi più di 1000 musei.

Tante le novità della prossima edizione, a partire dalla volontà di stabilire un tema per l’evento, che sarà il “Filo di Arianna”, tema scelto, per l’edizione 2013, dai musei di Reggio Emilia.

Ma cosa vuol dire il Filo di Arianna? Sul sito web della F@MU – che vi consiglio di consultare periodicamente, per essere costantemente aggiornati sull’iniziativa – leggiamo: «Così si definisce un indizio, un elemento chiave, che consente di trovare la soluzione di un problema intricato».

Il Filo di Arianna sarà quell’invisibile ma forte fil rouge che unirà tutti i musei aderenti, attorno a cui ruoteranno tutte le attività didattiche predisposte per la giornata e che, soprattutto, terrà unite le famiglie e i bambini che ne saranno protagonisti, qualunque sia la loro etnia di provenienza.

Per un giorno – ma così dovrebbe essere sempre – le differenze di lingua, colore, religione, cultura saranno annullate e strette assieme da un solo filo, da un’unica grande, incontenibile, voglia di vivere assieme un’esperienza di conoscenza e di crescita, utile agli operatori museali come alla famiglie. Solo se cominciamo, infatti, a pensare ai musei come spazi di condivisione e di vita quotidiana, al pari delle parrocchie, delle palestre, delle scuole, delle proprie case, potremo contribuire concretamente a rivitalizzarli e rinnovarli, facendo di ciascuno di essi un’“incubatrice” di civiltà e di cultura.

Altra novità: il logo della F@MU. A partire da quest’anno, verrà ideato per ogni edizione e in associazione al tema scelto, un logo diverso. A tal proposito, lo Staff ha lanciato un concorso di idee per la realizzazione del logo, indirizzato a grafici, illustratori, disegnatori appassionati e a chiunque voglia cimentarsi in questa piacevole impresa. Il logo dovrò simbolicamente rappresentare la famiglia e i musei ed, eventualmente, ricollegarsi al motivo del Filo di Arianna. Il termine per la presentazione delle domande e del proprio lavoro è fissato al 31 gennaio 2014.

A questo link, trovate tutte le informazioni necessarie e l’indicazione delle modalità di partecipazione: http://www.famigliealmuseo.it/concorso-logo-fmu-2014/.

Insomma, un anno ricco e creativo quello della F@MU, un anno in cui ci auguriamo che sempre più persone, musei e soggetti diversi (aziende, istituti, case editrici ecc.) credano nel nostro progetto e vogliano non solo aderirvi, ma anche sostenerlo finanziandolo. La nostra buona volontà e il nostro entusiasmo, sia pur inesauribili, non riescono a far tutto e a rimuovere qualsiasi ostacolo.

Cosa potete fare per aiutarci? Intanto seguiteci su www.famigliealmuseo.it e sui social (facebook e twitter). E poi raccontate quello che stiamo provando a fare a chi ancora non ci conosce.

Proviamo a contagiare il virus dell’arte e della cultura.

Buon anno!

 

L'autore di questo post

Vivo a Bitonto, una cittadina alle porte di Bari, dove basta uscire di casa e camminare per strada per capire cos’è la Puglia. Ho sempre avuto le idee molto chiare: a 8 anni sapevo già che avrei fatto l’archeologa. Per anni mi sono divisa tra gli scavi e montagne di mattoni, tegole e coppi da schedare e studiare. Mi chiamavano “Giovanna brick” e chissà, forse un po’ di argilla sono fatta... Poi, ho deciso che dovevo raccontare l’archeologia ai bambini e dare un senso, una prospettiva al mio lavoro. E allora ho scoperto una cosa fondamentale: le storie sono l’unica cosa che ci lega al passato e al futuro e che nessuno potrà mai portarci via.

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