Freno, frizione, acceleratore

Si diffonde l'uso del cambio automatico. Mio cognato ha appena acquistato l'auto nuova e gli hanno detto che di quella categoria tutti vogliono il cambio automatico. E' comodo, pare, e si dice anche che “una volta che l'hai provato non torni più indietro”.

Probabile, se è davvero comodo.

Ma non sto scrivendo di questo perché mi voglio occupare di automobili in questa rubrica. E' che il gioco freno-frizione-acceleratore mi è sempre sembrato una metafora della vita. E in particolari dei rapporti umani. E in modo speciale di quell'affascinante rapporto umano che è l'educazione dei figli.

Freno. Nella fase della loro vita in cui sembra che siamo pagati quasi solo per aver paura. Avrà mangiato? Starà bene? Avrà freddo? Sarà al sicuro? Lo accoglieranno? La maestra lo capisce?

Frizione. Quando si tratta di cambiare marcia, e non è facile decidere con esattezza quando farlo. Si vedono in giro mamme (ma anche papà) che tirano un po' troppo nella vecchia marcia innestata da tempo. Certe ansie, certe difese, certi interventi sanno di motore su di giri, che non lasciamo andare come potrebbe…

Acceleratore. Quando li vogliamo più grandi, più svegli, più furbi, più seri, più autonomi, più intraprendenti. Quando li vogliamo capaci di mordere la vita perché abbiamo paura che il mondo – che spesso ci ferisce – possa ferire anche loro.

E poi però le cose non sono mai così semplici e lineari: il passaggio dall'infanzia alla preadolescenza e all'adolescenza non avviene come accade al serpente che muta la pelle e lascia indietro quella vecchia, che è diventata stretta. Le cose marciano insieme, e allora nessuno dei tre buoni vecchi pedali delle macchine con le marce da innestare al momento giusto ti puoi permettere di usarli rigorosamente uno alla volta.

Spesso acceleratore e frizione vanno dosati insieme. A volte addirittura freno e acceleratore insieme (incredibile, non te lo aspettavi, vero?).

Sarà che mia figlia ha cominciato la prima media. Sarà che la mamma ancora la protegge (la “piccola”) e vorrebbe fare i compiti con lei. Sarà che ha delle compagne di classe alte anche venti centimetri più di lei. Sarà che ha amiche in seconda media.

Ma a me sembra che siamo entrati in una fase nuova. E non c'è cambio automatico.

Comincerò con l'insistere (acceleratore) che adesso i compiti li fa sola, li fa tutti i giorni, li fa bene. Manterrò gesti affettuosi e attenzioni speciali… finché mi mostrerà di non volerne più (frizione). Sarò durissimo nel proibirle di mancare di rispetto per gli altri, dai compagni, ai professori alla mamma (freno): gli altri, tutti gli altri, sono sacri.

Cercherò di non dimenticare la strada che ho fatto anch'io, alla sua età.

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