Folle di poesia

Quadro di Natalia Goloviznina

Abbiamo finito il 2012 con un nuova rubrica, questa, dedicata alla poesia. HeyKiddo ha quindi chiuso l’anno nel migliore dei modi, e, da lì ripartiamo, col nostro appuntamento di Gennaio dedicato ad Alda Merini.

Un’altra donna, lo confesso, sono di parte … e che donna! Sapete, kids, questa poetessa ha avuto una vita davvero difficile, fu, infatti, considerata pazza e rinchiusa per diversi anni in qugli istituti che un tempo venivano chiamati manicomi. Immaginate una mente brillantemente lucida ma allo stesso tempo, in certi periodi, offuscata da ombre irrazionali, da paure e da manie. Naturalmente, oggi, questi disturbi della personalità vengono curati attraverso percorsi di psicoterapia e cure psichiatriche, non certo, come negli anni 50, rinchiudendo la gente in ospedali.

La sua indole di poetessa viene fuori prestissimo, già nell’adolescenza, per cui, kidz, non sottovalutate troppo ciò che scrivete!

Per voi ho scelto I poeti lavorano di notte, una poesia da me molto amata, leggetela e poi ve ne spiegherò il motivo:

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Sapete perché mi piace? Perché è proprio così che mi piace immaginare un poeta: mentre lavora di notte, senza fretta, che a trovare le parole giuste ci vuol tempo; scrivere nascondendosi perfino da Dio. Ma dopo, quando il lavoro è  finito, i versi dei poeti eccome se fanno rumore! Sono capaci di attraversare i secoli e rimbombare per tutto l’Universo. E allora, solo chi non vorrà ascoltarli, non li sentirà.

L'autore di questo post

Specialista in crollo di librerie, appassionata di storie tanto da credere di viverne una ogni giorno. Siciliana, mamma, webwriter. Parlo poco e sorrido molto. Questa sono io.

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