Fantasmagorie, il primo cartone animato

Mettiamo che vogliate provare a fare un cartone animato. Da soli. Da dove comincereste? Molto probabilmente cerchereste il materiale adatto in casa vostra: basterebbero un foglio bianco e una matita. Poi comincereste a disegnare, magari un personaggio stilizzato, per non perdervi in troppi dettagli e concentrarvi sul movimento. Disegnereste ogni azione in un foglio, fino a raccontare una storia adatta al vostro omino. È così che ha lavorato, più di cento anni fa, il francese Emile Cohl, quando ha realizzato Fantasmagorie, il primo cartone animato della storia del cinema.

Prima di allora, negli anni del precinema, a creare il movimento con i disegni c’erano marchingegni stravaganti dai nomi bizzarri come il fenachistoscopio, lo zootropio, il prassinoscopio, la lanterna magica e tanti altri. Si sperimentava con illusioni ottiche e giochi di ombre sempre più sofisticati, finché il cinematografo inventato a fine ‘800 dai fratelli Lumiére non ha trasformato in pochissimo tempo il modo con cui potevamo vedere una storia.

In fondo è dal disegno che tutto comincia.

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Fantasmagorie dura poco meno di due minuti e racconta le avventure di buffo pagliaccio. Era il 1908 e, per crearlo, ci sono voluti ben settecento disegni che Cohl ha prodotto su un semplice foglio bianco, poi ripreso in negativo per farlo sembrare raffigurato su una lavagna. Un’idea, quest’ultima, ripresa da un altro breve cortometraggio del 1906 Humorous Phases of Funny Faces realizzato in Inghilterra da James Stuart Blackton secondo la tecnica dello stop motion (o passo uno), tanto cara a un certo cinema d’animazione odierno: una serie di fotografie in sequenza atte a riprodurre un movimento. Come da titolo, in quest’opera si alternano una serie di facce strambe e divertenti disegnate con un semplice gesso sopra una lavagna. Niente di più facile no? Addirittura, in entrambi i due cartoni, si vede la mano del disegnatore comporre i personaggi e interagire con loro, in un gioco divertente per chi crea e chi guarda.

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Vale la pena ritrovare questi piccoli capolavori per capire da dove tutto è cominciato e con che mezzi un tempo ci si dilettava a divertire le persone, in anni in cui il monopolio dei cartoni animati in Occidente non era ancora in mano a Walt Disney, all’epoca poco più che un bambino che magari passava le giornate a giocare con un foglio e una matita!

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