Emme come. Il meraviglioso mondo di Massimo (Read Red Road)

Mauro Scarpa, Emme come. Il meraviglioso mondo di Massimo, Read Red Road

Se c’è un sacro fuoco che arde, nel cuore di Mauro Scarpa, è certamente quello della narrazione. Che sia in un albo per bambini, in un romanzo per adulti, su un palco teatrale, in un articolo, in racconto per il suo blog o davanti a piccoli e attenti ascoltatori nel corso di qualche laboratorio, sempre Mauro si offre al racconto, seguendo necessità e tempi di chi lo ascolterà/leggerà e riuscendo ogni volta a trovare il giusto timbro di voce, le parole adeguate, il tono adatto per arrivare a destinazione.

Di questo autore vi ho già parlato nelle nostre pagine in più occasioni, per il poetico albo illustrato Perché mio nonno ha i capelli bianchi (Zoolibri), per i due volumi nati all’interno del progetto “Griki Parlanti. Azione di valorizzazione e salvaguardia della lingua grika” e, ne sono certa, tornerò a parlarne presto.

Con Emme come. Il meraviglioso mondo di Massimo, Mauro inaugura le pubblicazioni di Read Red Road – casa editrice (e libreria) romana – e scrive una storia di formazione che colpisce per la sincerità e la forza del suo protagonista.

L’Illustre Imperatore dell’Universo

La storia di M. (Massimo, come esplicitato nel titolo) comincia nel 1974, quando nasce in una clinica privata, da una madre che si rivela da subito più apprensiva che attenta. Sin dall’allattamento al piccolo è presentato un rapporto poco sano con il cibo, fatto di divieti e di presunte allergie, un mix perfetto per rendere tutto ciò che gli viene vietato ancora più desiderabile e gustoso.

Il padre, più ancorato alla realtà, potrebbe far eludere molti divieti, ma è spesso fuori casa, fa infatti, agli occhi del figlio (e non solo), un lavoro bellissimo: è il primo ballerino di una compagnia amatoriale, attività che lo porta in giro per l’Italia.

Man mano che le pagine scorrono, si delinea in maniera sempre più chiara un quadro familiare poco sereno: il padre e la madre litigano spesso per l’educazione del figlio e per il lavoro poco prestigioso e poco redditizio del padre… Ogni domenica Massimo va a mangiare con la famiglia dalla nonna materna, lì c’è anche la zia, con il marito e i loro due figli, ma anche quell’incontro settimanale è spesso occasione di tensioni, per il conflitto e le gelosie tra le due sorelle, mentre la nonna prepara dolci buonissimi ma ne serve solo una fetta sottilissima, pensando ai futuri ospiti che andranno a farle visita in settimana.

Per trovare, almeno nella sua fantasia, una via di fuga a ciò che lo opprime, a 11 anni M. si autoproclama Illustre Imperatore dell’Universo e comincia a scrivere una Costituzione tutta sua perché “la sua vita è bella, ma a volte anche brutta. Ha deciso che ne vuole una tutta solo felice”. L’ostacolo a questa felicità sono soprattutto gli adulti che si dimostrano spesso incapaci di fermarsi a osservare e ascoltare, riservandosi solo il ruolo di dare ordini e lezioni. M. è spesso lasciato all’oscuro di ciò che accade intorno a lui, così si ritrova a vivere in un mondo che non capisce, popolato di streghe, mostri e paure.

Non è mai semplice, per nessuno

Quella di M. è una storia complicata, ma (questo è il suo bello) è anche una storia comune. M. se ne renderà conto pian piano, crescendo, perché non “è mai semplice, per nessuno”.

All’inizio M. è confuso, è combattuto tra i suoi sentimenti, i suoi bisogni e ciò che gli viene ordinato di fare, è pieno di sensi di colpa per i dolci che mangia di nascosto, per la voglia di fuggire/giocare/vivere andando oltre le restrizioni della madre, si sente responsabile anche quando i genitori litigano mettendolo in mezzo. Il più delle volte, si sente solo.

Rispetto a una vita familiare asfissiante, la scuola per M. diventa ben presto un rifugio: i lunedì sono i giorni più belli della settimana e nella biblioteca scolastica si perde a leggere libri ben più grandi della sua età. Si ritrova tra le mani la Divina Commedia, non ha idea di che cosa sia ma comincia a leggerla e poi continua, colpito anche da ciò che ancora non comprende ma di cui intuisce la bellezza.

Non ci sono però solo i libri. M., che si sente goffo, conoscerà anche la gioia di giocare a calcio (e fare goal!), crescerà e saprà che cosa vuol dire avere un amico, qualcuno per cui gioire – anche quando la sua gioia non coincide con la propria – e un’amica con una famiglia e una vita molto lontane da lui, ma con cui imparare molte cose in poco tempo e a cui regalare qualcosa di importante.

Nel corso delle pagine non sarà solo M. a crescere, anche gli adulti dovranno fare i conti con le proprie mancanze e debolezze e, fortunatamente, sapranno aprire gli occhi e cambiare rotta.

Non sappiamo, poi, che cosa succederà a M., se da grande farà lo scrittore come desidera, se rivedrà la sua amica Enrica e come finirà la sua prima cotta per Monica, ma, lasciandolo al suo futuro, siamo certi che, in ogni caso e qualunque strada sceglierà, l’Illustre Imperatore dell’Universo se la caverà.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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