Elise e il cane di seconda mano (Iperborea)

Bjarne Reuter, Elise e il cane di seconda mano, I Miniborei (Iperborea)

Non è segreto, avendolo scritto anche in altre occasioni, il mio amore per I Miniborei di Iperborea. E come potrebbe essere altrimenti? Basterebbe il nome di un autore: Ulf Stark!

Ma oltre a questo scrittore straordinario, che già da solo rende preziosa la collana, mi fa davvero piacere constatare come ogni titolo dei Miniborei sia una piacevole sorpresa. Ogni volta, grazie a dei bei titoli (belli anche perché sempre ben curati), leggo autori che non conoscevo, entrando nel loro mondo narrativo e poetico. A questi autori, si aggiunge ora Bjarne Reuter, in libreria con Elise e il cane di seconda mano.

Anche in questo caso la casa editrice milanese colma una mia lacuna: Reuter, infatti, è tra i più noti autori danesi per l’infanzia e l’adolescenza e il suo testo è qui accompagnato dalle illustrazioni di Kirsten Raagaard, autrice e illustratrice danese tra le più apprezzate nel Nord Europa.

Il desiderio di Elise

Protagonista del volume è la piccola Elise che vive con il padre a Copenaghen. Elise è molto indipendente, il padre suona il violino ai matrimoni e ai funerali, qualche volta in centro davanti a dei grandi magazzini e lei, quando lui non c’è, se la cava benissimo anche da sola. Questo però non vuol dire che non senta alcune mancanze, come quella della madre che è in Brasile, dove sta costruendo un ponte sospeso in mezzo alla giungla.

Elise si dimostra da subito una bambina che sa quello che vuole e lei vuole un cane, più precisamente una femmina con la pancia grossa e le orecchie penzoloni. Sa che i soldi in casa sono pochi, per questo è decisa anche a fare delle rinunce e poi, confessa, si accontenterebbe anche di un cane… di seconda mano. Così, dopo qualche insistenza, anche quello che sembrava un irremovibile genitore cederà al suo desiderio, ma ad arrivare in casa sarà un cane dall’aspetto molto particolare, per niente vicino alle aspettative iniziali.

Quando padre e figlia vanno a vedere (solo vedere) un cane nel “Salone per animali Potifar”, si ritrovano nel negozio pieno di cianfrusaglie del signor Potifar, nel cortile sul retro, poi, di animali se ne vede giusto l’ombra: oltre a un maialino e a un cane senza denti, però, Elise scorge in una gabbia buia un animale dall’aspetto malandato, poco più grande di un coniglio, grassoccio ma con le zampe secche, con il pelo corto e bianco e le orecchie dritte. Questo cane, il cui viso porta i segni di un incidente stradale, sembra però sorriderle e per Elise è subito amore, per lei non c’è cane più carino al mondo.

Storia di un’amicizia

Quella che potrebbe sembrare una storia comune, però, si rivela da subito una storia straordinaria. Insieme a Elise scopriamo che il suo cane di seconda mano è davvero speciale, perché parla, ha un nome (McAduddi, per gli amici Duddi) e le rivela che proviene da un villaggio di marinai in Scozia.

Elise e McAduddi diventano inseparabili, che siano tra le vie di Copenaghen, in un vecchio mulino infestato dai fantasmi durante la notte di Halloween, nella pizzeria del signor Giorgio o nella camera da letto trasforma nella foresta pluviale per un’improvvisata avventura notturna… Intorno a loro si muovono personaggi eccentrici, buffi e affettuosi, come la vicina di casa (la signorina Martini), il signor Potifar, la zia Fie, la nonna e il bisnonno di Elise. Oltre a loro c’è un’altra presenza, non è un fantasma ma esiste paradossalmente nella sua assenza: la figura della madre, che non vedremo mai ma di cui sentiamo parlare in diverse occasioni e di cui sentiamo la fitta nostalgia in Elise (e non solo), lascia sulle pagine un sottofondo malinconico che non sempre i dialoghi spassosi tra la bambina e il cane riescono a mandare via.

Reale e fantastico

In Elise e il cane di seconda mano, due elementi – reale e fantastico – si mescolano armoniosamente, facendoci dimenticare i confini dell’uno e dell’altro. La fantasia, d’altronde, è così potente da trsportarci in un battibaleno in una giungla intricata per poi riportarci a casa, perché arriva sempre il momento di ritornare a casa. I dialoghi tra Elise e il cane sono davvero divertenti, il carattere ostinato e forte di Elise, che sa comunque mostrare le sue debolezze e i suoi stati d’animo, si scontra con lo humor e l’intelligenza del piccolo McAduddi, un cane un po’ pigro e fifone, ma capace di ascoltare con attenzione la sua giovane amica.

Un romanzo allo stesso tempo divertente e poetico, la storia di un’amicizia insolita ma non per questo meno salda, un omaggio alla fantasia che può venirci in soccorso anche nei momenti più difficili.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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