Due favole halloweenesche da ascoltare: dolcetto o scherzetto?

Dolcetto o Scherzetto?

Sì, è vero. Halloween non è una festa italiana, non lo è mai stata. E in teoria apprestarci a mettere sulla faccia un trucco mostruoso per andare in giro a bussare alle porte a chiedere dolci o minacciare scherzi (che poi, con i nostri condomini, la vedo un po’ difficile a inventare scherzi che possano infastidire i padroni di casa), potrebbe risultare un po’ fuori luogo.
Però è anche vero che nella nostra cultura è molto sentita la festa di Ognissanti, quella che cade il primo di Novembre, tant’è che i bimbi non vanno a scuola e molti di noi grandi hanno la fortuna di non lavorare.
Insomma, la differenza è di solo ventiquattro ore.
Quindi, io credo, divertirsi un po’ non è così terribile. Anzi.
Dopotutto il giorno di Ognissanti comincia alla mezzanotte del 31 di Ottobre. Possiamo anche chiudere un occhio.
Nessuno ci impedisce di pensare che quella notte le streghe dalle facce verdi e verrucose volino in cielo, che i morti si risveglino dal loro sonno eterno per farsi una bella passeggiatina (anche loro hanno il diritto di sgranchirsi le gambe, non siamo così fiscali!) e che i fantasmi volino a farci un piccolo saluto.
Io trovo tutte queste creature molto simpatiche e non penso sia il caso di averne paura. E se proprio tutte queste cose riescono a farvi venire un po’ di tremarella alle gambe, c’è un modo per esorcizzare quello che potrebbe impedirci di dormire sonni tranquilli.
I paesi anglosassoni, per esempio, festeggiano la stessa paura per renderla meno brutta.
Noi, invece, abbiamo una bellissima tradizione che forse sta andando perduta.
Quando i nostri nonni erano bambini, proprio come voi, Kiddos, la sera non esisteva la televisione da guardare prima di andare a letto. Per questo, nelle sere fresche come quelle di Ottobre, ci si riuniva per scaldarsi e raccontare storie.
Si accendeva un fuoco attorno al quale ci si sedeva coperti da strati di lana, o ci si riuniva dentro al fienile, o vicino agli animali nelle stalle, e si ascoltava il nonno o il papà parlare di mondi fantastici e meravigliosi.
Anche a me, quando ero bambina, capitava di spegnere tutte le luci e sedermi coi miei compagni alla luce di una torcia per spaventarci un po’.
Devo dire la verità, a me quei momenti non piacevano molto, perché sono sempre stata una bimba un po’ fifona. Ma bastava pensare che era tutto inventato, e la paura passava in un secondo, lasciando spazio alla gioia di dividere il tempo coi miei amici.
Allora, perché non raccontare qualche storia un po’ brividosa anche per noi?
Io ne ho trovate due bellissime dei Grimm, sempre parte della tradizione delle favole e delle leggende Europee, brevi, divertenti e che fanno anche un po’ rizzare i peli sulle braccia.
Questa volta non si tratta di favole di cui tutti voi conoscete già una versione, ma è qualcosa che io, personalmente, dall’alto della mia vecchiaia, non avevo ancora mai sentito. Ci sono libri di storie che sono dei veri e propri tesori. E dato che i tesori non vanno mai tenuti per sé stessi, mi è piaciuto pensare di poter condividere con voi il mio dolcetto e il mio scherzetto, per rendervi questa festa acquisita un po’ più divertente.
Le piccole storie che ho letto per voi oggi, si chiamano “La Luna” e “La Signora Trude”, sono brevi e un po’ spaventose, ma come tutte le favole hanno qualcosa da insegnare e anche un bel sorriso da regalarci.
La Luna parla di come la luna sia stata appesa in cielo, perché sapete? Non è mica sempre stata lassù a guardarci nel cielo nero della notte.
La Signora Trude, invece, parla di una strana vecchietta che abita in una bizzarra casa, e di una bambina un po’ troppo disobbediente.
A me sono piaciute davvero tanto, spero che abbiate pochi minuti da dedicarci e che piacciano anche a voi.
Buon ascolto!
E Buon Halloween!

 

La Luna

La Signora Trude

 

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