Dora e il Gentilorco

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Il tempo che scorre e l’uomo che lo percepisce attraverso il ricordo di chi non c’è più, sono un topos letterario che racconta un dramma tipicamente umano. La memoria alimenta il ricordo, la poesia lo fissa raccontandone le sfumature, i particolari, le sensazioni e lo rende eterno. E ciò, forse, finisce per svuotare di senso quel dramma facendolo diventare consolazione.

Questo è uno dei messaggi di Dora e il Gentilorco, il messaggio per gli adulti. Ai più piccoli invece verrà raccontata la storia di una bambina dolcissima e altruista che accetta un regalo da uno sconosciuto e ne fa dono agli altri, garantendo loro un futuro di felicità, freschezza e vivacità. Il regalo in questione non è comune, non è una bambola, né un gelato. Il bislacco Gentilorco le regala una piccola poesia scritta su un foglietto di carta e i foglietti e le poesie diventano tantissimi, così tanti che, quando la loro fonte viene meno, è Dora a farne dono a sua volta. Così è tutto un fiorire e rifiorire, fiori rosso porpora, ora più denso, ora più sbiadito, che si insinuano tra i profili di case e figure umane, grigie come la grafite della matita morbida che le ha disegnate. Tutte tranne Dora che ha i colori della sua anima, vivace e combattiva, disposta ad aprirsi e a fare dono di sé.

Matteo Razzini e Sonia Possentini, ciascuno a modo proprio – ma decisamente in sintonia tra loro – hanno fatto un po’ quello che raccontano abbia fatto Dora. Ci hanno regalato un albo (edito da Valentina Edizioni) che parla della poesia, dell’importanza della memoria, dell’accettazione dell’altro, della ricerca interiore per puntare alla felicità. Il contrasto cromatico tra il rosso, più o meno sfumato, e il grigio delle ombre è una poesia esso stesso, e contribuisce a delineare un paesaggio che può essere lo specchio della nostra coscienza, come anche semplicemente il mondo di Dora. La sensazione che lascia l’albo, infine, è quella di una storia che si adagia morbidamente dentro di noi, con la consistenza di un sussurro, ma che, a rifletterci bene, finisce per luccicare così tanto da rimanere impressa come tizzoni ardenti su un pezzo di carta. Un messaggio indelebile che, con delicatezza, accarezzerebbe chiunque, adulti e bambini.

L'autore di questo post

Pugliese da sempre, vive stabilmente a Maglie da dove ogni tanto si sposta lasciando cadere briciole per terra, nella speranza di poterle un giorno seguire di nuovo. Se dovesse trovare dei funghi in città, li raccoglierebbe come Marcovaldo e seguirebbe carponi un soriano per apprendere i segreti del regno dei gatti. E, come succede a Marcovaldo (uno dei suoi idoli), sebbene affascinata dai segni delle grandi città, il suo sguardo cade sempre sui formicai brulicanti, i germogli, i frutti sugli alberi, cui si legano i suoi desideri, cogliendo lo scorrere del tempo attraverso i mutamenti delle stagioni. Legge di tutto, cammina tanto, scarabocchia animali e paesaggi con un tratto pop e cresce sentendosi sempre più piccola. La letteratura per l’infanzia è per lei la bella illusione di un mondo in cui un’armonia tra l’uomo e l’ambiente è ancora possibile.

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