Dire Fare Ballare

Abbecedario_Cover

Arriva dall’Argentina e, sin dalla copertina e dai risguardi, ci annuncia che la lettura sarà movimentata: Dire Fare Ballare. L’abbecedario che fa giocare con le parole è un abbecedario che non teme la noia e invita a R-idere, C-antare, S-crivere, A-mare, per ogni lettera un verbo, un’azione, un’avventura. Ogni lettera dell’alfabeto, scritta in alto come in ogni classico abbecedario, in stampatello e in corsivo (in maiuscolo e minuscolo), introduce un’azione a cui è dedicata quasi sempre una doppia pagina perché sono tanti i modi in cui si può fare qualcosa. Si balla, per esempio, una coreografia, abbracciati, guancia a guancia, come mostri… Si canta sotto la pioggia, la ninnananna, in coro, sotto la doccia…

A volte un’unica parola diventa un’occasione per raccontare una vera e propria storia, così alla parola Quadro si legano due verbi: rubare e ammirare. E qual è il quadro che un giorno fu rubato e che ora è il più ammirato di tutti? La Gioconda! Sottratto dal Louvre la notte tra domenica 20 e lunedì 21 agosto del 1911 da un ex-impiegato del celebre museo francese, Vincenzo Peruggia, convinto che il dipinto appartenesse all’Italia e non dovesse quindi restare in Francia , il quadro, ritrovato in Italia nel 1913, è poi ritornato al suo posto, al Louvre appunto, per essere ammirato, riprodotto e fotografato (nella doppia pagina dedicata alla parola Quadro, delle tante figure davanti alla Gioconda, poche sono quelle senza un cellulare o una macchina fotografica in mano).

Sfogliando l’abbecedario, a volte invece la forza del verbo è tale da prendere tutta la pagina, sparisce anche il fondo bianco, e le molte figure in miniatura lasciano il posto a una sola che si carica, ancor di più per il contrasto con le altre, di significato. È questo il caso di Emigrare, Emigrare per forza è l’unica declinazione del più attuale dei verbi. Così come per altri verbi si delinea solo un modo possibile di agire, come per Dare ovvero Dare con tutto il cuore.

Dire Fare Ballare, scritto da Ruth Kaufman e Raquel Franco (e segnaliamo qui la traduzione e l’adattamento dallo spagnolo di Elena Rolla, un lavoro non semplice ma necessario che ha reso il libro in parte diverso dall’edizione di origine) con le illustrazioni di Diego Bianki arriva in Italia grazie a Giralangolo dopo aver vinto il premio New Horizons della Bologna Children’s Book Fair 2015, un premio dedicato all’editoria dei Paesi arabi, dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa.

Consigliato dai 5 anni (o anche prima, in fondo l’approccio con l’alfabeto e la scrittura può variare moltissimo da bambino a bambino e inoltre il libro è divertente da sfogliare in compagnia dei genitori, quando ancora non si sa leggere, esplorando insieme verbi, lettere e figure buffe).

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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