Diario di volo di Antoine de Saint-Exupéry

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Il Diario di volo di Antoine de Saint-Exupéry e del suo Piccolo Principe, scritto da Maria Serra e illustrato da Anna Formaggio (Piccola casa editrice, 2016), è un album illustrato che ci sembra già di conoscere, a noi adulti che siamo stati intimi del Piccolo Principe in tutte le tappe della nostra vita, da bruco a farfalla, quando abbiamo assaggiato la prima delusione, quella orgogliosa del bambino incompreso e l’ultima, quella feroce dell’adulto, quando abbiamo sentito palpitare il cuore per il nostro primo migliore amico, quando l’amore ci ha feriti per la prima volta, quando la cura di una nuova vita ne ha svelato un nuovo senso.

Tutto ciò che noi conosciamo di Saint-Exupéry, nonostante la sua vita anche di scrittore sia andata oltre il suo capolavoro, ci sembra stia solo lì, in quell’irripetibile rosa del deserto del suo Piccolo Principe e non sentiamo il bisogno di altre parole: certe opere nascono come i miracoli della natura, in modo arcano e mai più replicabile, così perfetto da essere autosufficiente e il loro creatore, insieme al bagaglio del suo viaggio nella vita, sparisce dentro la sua creazione.

Ma il Diario di volo,

con la naturalezza delle cose naturalmente belle, ci restituisce proprio la vita di Antoine, non quella biografica, se non nei tratti essenziali, ma quella spirituale: racconta ai più piccini, adagiandola in disegni pastello trapuntati di dettagli, la storia di un bambino felice, dei suoi giochi con i fratelli, del suo gusto per le storie immaginarie e delle sue tante passioni (volare, per esempio, disegnare, scrivere). Un bambino che può fare ancora tutto, come ogni bambino a cui la libertà delle scelte è mille strade bianche spalancate davanti al cuore.

Racconta di una mamma che gli insegna a sognare e della

meraviglia di una famiglia: un monte da cui nascono, come acqua di sorgente, i sogni.

Racconta del primo volo, da bambino, delle stelle incandescenti della Prima guerra che piovono dal cielo di Parigi, del viaggio sopra la distesa del deserto, a ventun anni, dove scopre che tenere un diario, scrivere, è come volare.

Vola dentro i pensieri di Antoine, mentre la vita gli offre pennelli per disegnare la sua parabola creativa: l’incontro con una volpe nel deserto, il volto di un bambino biondo addormentato «come in un nido», su un treno per Mosca; per lui Antoine immagina un futuro felice, mentre il mondo precipita nel baratro di un’altra guerra.

Antoine, il Piccolo Principe che non può vivere «senza poesia, senza colore né amore», s’inabissa nel mare, durante un volo di ricognizione, nel 1944.

Ma Antoine non è morto: naviga, col suo Piccolo Principe, sul «mare delle nuvole», al di sopra dell’eternità.


Diario di volo di Antoine de Saint-Exupéry e del suo Piccolo Principe, di Maria Serra e Anna Formaggio, Piccola casa Editrice.

Album illustrato. Dai 7 anni.

L'autore di questo post

Prof Favella Stanca di tanti ragazzini e Mamma Caos di due bambini. Mamma e Prof giovane d'esperienza ma non di età, in barba a chi ci dice: è tardi per (ri)cominciare!

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