Di cosa hanno paura i bravi bambini?

Milano, 28 giorni dopo la festa, 28 giorni prima della festa

Vi ho lasciati con una domanda: quali sono i vostri mostri, ragazzi, se ne avete?

Le vostre risposte sono state veloci come un sms: i risultati di un’inchiesta artigianale su un campione ridotto di undicenni appena usciti dal guscio e tredicenni chiassosi di quel chiasso molesto, insensato della tangenziale alle cinque del pomeriggio.

I vostri mostri risalgono dalla stessa palude da cui emergevano i nostri, ma in voi la paura è un’emozione confusa, che si mescola al grottesco e al riso, come se il lago del terrore nel tempo si fosse prosciugato e il suo fondo melmoso apparisse per quello che è: solo un po’ di fango.

Più che mostri, ci sono per voi caricature di mostri.

Qualcuno clicca un bel «mi piace» sul cattivo, perché è forte.

E allora, di cosa avete paura, miei bravi bambini?

 Gli Intramontabili

Dracula: non ha bisogno di presentazioni. Per molti è quello col mantello nero, il re dei succhiatori di sangue, una zanzara gigantesca che vi fa tremare perché vi porta via la linfa dal collo e forse sentirete male.

Se lo incontraste vorreste chiedergli perché è diventato vampiro: tralasciamo che non conoscete Bram Stoker, la verità è che sentirlo raccontare dal Conte avrebbe tutto un altro sapore.

Il mostro di Frankestein (non Frankenstein! Ve l’ho spiegato, che lui è solo lo scienziato inventore del mostro!): lo conoscete per quel testone dallo sguardo comatoso e il chiodo piantato nel collo, qualcuno per la parodia di Mel Brooks, qualcun altro lo confonde con Lurch Addams. È ormai un nostro parente deforme che nessuno invita a Natale o al pranzo di nozze: Mary Shelley è scomparsa dietro il suo mito.

Vi piace, perché ha una forza sovrumana.

Se lo incontraste vorreste chiedergli: «ricordi le tue precedenti vite?». Si aprirebbe un mondo: e se la mano, il piede, gli occhi il cervello della creatura conservassero memoria dei corpi da cui sono state strappate e di tutto ciò che hanno toccato calpestato visto pensato?

Jack lo squartatore: fa paura perché è esistito. Non aggiungo commenti.

 Vintage

Scream: l’urlo di Munch stilizzato nella maschera della morte ha sempre il suo fascino. In fin dei conti è così che tutti abbiamo capito di essere entrati nel club dei Teen: Scream vi solletica con un brivido che vi piace e vi fa paura.

Se lo incontraste vorreste fargli l’eterna domanda senza risposta: perché uccidi?

Zombie: non credevo che i morti viventi di Romero abitassero anche le vostre terre e infatti voi non conoscete questi zombie: se li vedeste sghignazzereste, ci scommetto, come avete sghignazzato alle smorfie di Jack Nicholson a caccia di Wendy.

Per voi sono sonnambuli straccioni e incerti sulle gambe e sarebbe forte giocare a “ce l’hai” con loro. Vi piacciono.

Se li incontraste vorreste chiedere perché non si mangino tra di loro: scusate, ma anche voi non preferite la carne fresca a quella frolla?

Lord Vader: proprio lui. Con la sua maschera nera. Possente, enigmatico. Vi investe con la suggestione dell’angelo caduto, del bene stravolto al male, ma voi non ve ne accorgete. Aggiungici la lotta atavica del figlio destinato a uccidere il padre e il gioco è fatto.

Di lui sapete che è un personaggio di Star Wars. Che è cattivo, scrivete. Ma cliccate decisi su “mi piace”. Perché ha la forza.

Se lo incontraste vorreste chiedergli: «Perché respiri così?».

 New Entry

Triple Eyes Monster: è un demone con tre occhi dell’anime-gioco a carte di Yu-Gi-Oh!. Mentre cercate di spiegarmi chi è Yu Gi, e mi dite che è un ragazzo timidissimo espertissimo di giochi e videogiochi alle prese coi bulli della situazione, io lo vedo prendere corpo in voi. La vita di Yu Gi diventa una sfida virtuale infinita in cui combattere i demoni fuori e dentro di sé. Avete paura. Volete sentirvi forti. Volete entrare nel gioco come Yu-Gi.

Se incontraste il demone dai tre occhi vorreste chiedergli per questo di farvi combattere contro di lui: per provare a vincere.

 The Top

Ade: tu ti sei imbattuto nell’incubo di tutti gli incubi con Hercules. Per te è il nemico che rapisce i vivi portandoli negli inferi della Terra.

Se lo incontrassi gli chiederesti: «È vero che non esisti?». Fosse vero.

 

Davvero non ci sono ombre di mostri sconosciuti? Siamo così vicini, voi e io?

No. Qualcosa mi dice che questa è la superficie del vostro mondo. Forse me lo dice quel gioco che vi fa diventare matti, The Assassin’s Creed, «che vince chi uccide più uomini e il protagonista è un assassino buono»: nulla può scalfire l’innocenza spaventosa con cui me lo dite.

Tocca a me, adesso: di cosa ha paura la vostra Prof?

Non di voi, ma della spaccatura nella terra dove precipitano le mie parole prima di arrivare a voi, dall’altra parte della fenditura. Là in fondo, dove siede Ade.

Arrivederci, ragazzi.

La vostra Prof, Favella Stanca

L'autore di questo post

Prof Favella Stanca di tanti ragazzini e Mamma Caos di due bambini. Mamma e Prof giovane d'esperienza ma non di età, in barba a chi ci dice: è tardi per (ri)cominciare!

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