Cyberbulli al tappeto

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Per i nativi digitali utilizzare tablet, computer e smartphone è certamente la cosa più naturale del mondo. Cercare un video su YouTube può essere possibile prima ancora di saper leggere e scrivere, utilizzare uno schermo touchscreen è immediato (anzi, a volte diventa un gesto che viene riprodotto anche su carta) e la fascinazione per tutto ciò che gira intorno a internet è tanta. Ma saper utilizzare non vuol dire saper come utilizzare: conoscere le regole, i limiti e i pericoli che anche la liberissima rete richiede è alla base di ogni utilizzo consapevole del mezzo (certamente ricco e oramai indispensabile, ma non infallibile) che abbiamo a disposizione. Il tema è dei più attuali e, con lo scopo di promuovere un internet migliore, oggi, 9 febbraio, ricorre il Safer Internet Day 2016, Giornata Mondiale per la Sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione europea.

Come quando si dà la mano a un bambino per attraversare la strada sulle strisce pedonali, insegnandogli quando e come attraversare la strada anche da solo, così è importante seguire da vicino i primi approcci alla rete dei bambini/ragazzi e, chissà, potremmo diventare un po’ più consapevoli anche noi.

Ad insegnarci ad attraversare questa strada, o meglio questo mare sconfinato, ci viene in aiuto Cyberbulli al tappeto. Piccolo manuale per l’uso dei social di Teo Bendetti e Davide Morosinotto (Editoriale Scienza)

Si comincia proprio dall’ABC, spiegando che cos’è la rete, primo passo essenziale per non restare “intrappolati come tonni”: internet, mail, social network (Facebook, Twitter, Instagram: che cosa sono, a che cosa servono, quali sono le differenze?), ma anche messaggistica (come WhatsApp e Skype) e videogiochi.

Da qui poi il discorso si focalizza sui social network, con una particolare attenzione alla questione della privacy (la nostra di utenti, certo, ma anche quella dei nostri amici, virtuali o non). A questo punto del manuale, il lettore ha tutti gli strumenti a disposizione per arrivare al centro della questione: il cyberbullismo. Si parla spesso, ormai, di bullismo, meno di cyberbullismo, eppure anche le ferite che arrivano attraverso la rete possono fare molto male, pur non essendo fisiche. Anzi, lo schermo e la protezione offerta dal mondo virtuale possono rendere gli attacchi particolarmente crudeli e insistenti e possono trasformare in un cyberbullo chi, magari nella nostra stessa classe, non avrebbe il coraggio di dire una parola ad alta voce. Anche in questo caso, conoscere ciò di cui si parla aiuta a sapersi difendere e il manuale ci presenta i diversi tipi di attacco di un cyberbullo: hanno tutti nomi inglesi (flaming, harassment, denigration…) ma sono molto semplici da capire, perché fanno parte di situazioni in cui è facile immedesimarsi (se non le si è già vissute). Ci sono diversi tipi di cyberbulli, così come sono diverse le possibilità per difendersi. Importante è anche guardare le cose da diversi punti di vista: e se fossimo noi i cyberbulli oppure − magari senza rendercene conto – fossimo i  complici di un cyberbullo?

Tanti sono gli spunti di riflessione per i ragazzi alle prime armi con il mondo dei social (e non solo): la Netiquette, l’attenzione nel proteggere i propri dati personali e sensibili, la regola d’oro del non scrivere online tutto ciò che ci passa nella testa nel momento in cui ci passa per la testa (“Non scriverlo online se non vorresti vederlo appeso nella piazza della tua città”), l’importanza della privacy (a lei è dedicata a fine libro, insieme alla bibliografia essenziale, una sinossi che raccoglie le impostazioni di privacy e blocco per Facebook, Instagram, Twitter, Skype e WhatsApp).

Teo Benedetti e Davide Morosinotto, oltre ad aver pubblicato numerosi titoli per ragazzi, conoscono bene il mondo digitale e riescono a raccontarlo in maniera semplice e completa, con un occhio sempre rivolto a ciò che avviene al di là dello schermo di un pc o di uno smarthphone. Con le illustrazioni e i fumetti di Jean Claudio Vinci, Cyberbulli al tappeto (in libreria dal 17  febbraio) è una attenta, utile e divertente guida per i lettori dagli undici anni in su.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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