Credi sempre nelle fate, un invito di Lewis Carroll

Cosa si può fare per cercare di non essere scontenti?

Ci sono delle piccole regole da seguire, ce le suggerisce Lewis Carroll, una dietro l’altra. Variare spesso professione, svaghi e distrazioni, discutere, invitare gente a cena, svegliarsi presto, passeggiare per due ore al giorno, non bere il caffè (meglio il tè), non sbattere le porte, non lasciare le luci accese, bere la birra, ma non quella scura, credere sempre nelle fate…

1965074_10152397691202650_1099051589_nComportarsi bene, in fondo, richiede piccole attenzioni che Carroll mette in versi in una delle sue poesie, arrivate ora in Italia grazie a Motta Junior (Giunti Editore), nella collana Il suono della conchiglia (a cura di Teresa Porcella) che si propone di avvicinare i più piccoli alla poesia.      

La Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna offre sempre qualche bella scoperta, così Ho una fata accanto ci fa conoscere un Carroll al di là delle intramontabili avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma in cui è comunque ben riconoscibile la sua voce, l’ironia, i giochi di parole, il nonsense e l’estrema raffinatezza della lingua (una bella e impegnativa prova di traduzione per Francesca Cosi e Alessandra Repossi).

Alle parole di Lewis Carroll, con la stessa raffinatezza, eleganza e ariosità, ben si abbinano le illustrazioni di Alessandro Sanna, una conferma (o, meglio, una certezza).

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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