E la chiamano Estate

Le estati, spesso sono periodi di pausa, stasi. Ma quando si è ad un passo tra infanzia e adolescenza è spesso il momento del cambiamento. E la chiamano Estate è questo: un passaggio, stare fermi in un punto e vedere il cambiamento.

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L’opera di Mariko e Jillian Tamaki è di quelle da leggere con il naso all’insù e la testa tra le nuvole.

La storia segue l’estate di Rose e Windy, due ragazzine molto diverse tra loro ma ‘amiche di vacanze estive’ da quando erano piccole. L’estate che seguono le due autrici però, è diversa dalle altre. Seppure il paesaggio sia sempre lo stesso, gli occhi delle protagoniste, nel delicato passaggio tra infanzia e adolescenza, sono cambiati. Rose e Windy si ritrovano quindi, di fronte ai film dell’orrore da guardare di nascosto dai genitori e discorsi da ‘adulti’ ascoltati di nascosto. I primi batticuori, le prime curiosità.

Un volume corposo, come corposa è la storia. Una iniziazione ai sentimenti.

Il volume, si presenta stampato interamente nelle sfumature del blu, regala un appagante senso di calma, nonostante i sentimenti delle protagoniste vengano fuori netti e decisi. Il tratto, morbido e lievemente in stile orientale, rende la lettura fluida, e l eillustrazioni a tutta pagina, sono emozionanti nella lolo semplicità.

da leggere, conservare, prestare e consigliare.

Se volete un assaggio, andate qui.

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L'autore di questo post

Lettrice compulsiva | Nerd inside&outside | Regina del kitsch | Lanciatrice di unicorni | Seguo troppi telefilm |

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