CentriFuga. Fughe, ritorni e altre storie

centrifuga sinnos

Chiudere gli occhi, pensare la periferia.

Una delle prime immagini che, a molti, verrà in mente è quella di palazzi, alti, uno accanto all’altro, curati oppure abbandonati a sé. Panni stesi ad asciugare, piante secche o meno sui balconi, voci che si inseguono nei cortili oppure silenzio quando ognuno è chiuso dietro la porta di casa. Palazzi serrati, con tante finestre come tanti occhi, cui non manca certo la voce per parlare, anche quando non si sente.

Ogni palazzo, anche quello più incolore e anonimo, ha più piani, ogni piano più famiglie, ogni famiglia più componenti. Ogni abitante di ogni casa di ogni palazzo è una voce, una vita, degli anni da vivere in tanti imprevedibili modi, a partire da condizioni più o meno facili, a volte secondo un percorso quasi obbligato, da cui sembra non esser possibile alcuna via di fuga.

Così, come le tante voci che si affacciano alle finestre di un unico grande palazzo, si presenta l’antologia CentriFuga. Fughe ritorni e altre storie, pubblicata da Sinnos, dove 29 scrittori (per adulti e ragazzi) raccontano la periferia (e quindi la città), andando oltre gli stereotipi.

Il progetto di CentriFuga nasce da un’idea di Patrizia Rinaldi e il libro sostiene le attività del Centro Leggimi Forte che lavora da anni (del 2013 è l’anniversario dei 10 anni del Centro, a cui Tognolini ha dedicato  la Filastrocca per leggere più forte) in territori di periferia della Campania, portando la letteratura contemporanea nelle scuole.

La raccolta si divide in cinque parti (Scoperte, Ricordi, Parole, Cronache, Arte), ma è una divisione che segna gli ambienti senza separarli, giusto per fare un po’ di ordine, la lettura infatti può seguire percorsi non tracciati, dal primo racconto all’ultimo o viceversa, andando a cercare un autore in particolare e poi recuperando le pagine lasciate indietro in un secondo momento, seguendo l’ispirazione di un titolo e così via…

I racconti sono diversi, per estensione, stile e storie. Come in ogni antologia, ogni lettore vi potrà trovare pagine a lui care e pagine che sfoglierà più in fretta, potrà riconoscere vecchie conoscenze amate o scoprirvi autori sconosciuti. A ogni lettura, quindi, il libro potrà avere un diverso volto, per i mille e uno motivi per cui un testo può colpirci e un altro no, oppure può colpirci in maniera diversa.

A unirli è lo sguardo a cui sono affidate le voci narranti, bambini e ragazzi che vivono la periferia o che vi tornano. C’è chi vi è nato, chi vi si trasferisce, chi vuole fuggirvi, chi vuole tornarvi. Dal dentro si osserva cosa si muove dentro la periferia e il cambiamento di cui si può diventare protagonisti. E di cambiamento parla anche l’introduzione di Patrizia Rinaldi:

“ […] la periferia non solo un luogo geografico o una parte del rapporto periferia-centro, che ha sostituito la dicotomia città-campagna post industriale. Non è solo il luogo di impossibilità di azione, di distanza da librerie, teatri, cinema, spazi di aggregazione, lontananza dalla partecipazione. La periferia del luogo comune del disastro sociale può essere smentita con un impegno costante del tentativo di cambiamento. Cambiamento che storicamente non ha mai avuto spinta dal centro, luogo deputato semmai alla stabilità e al mantenimento di ordini”.

Vi invitiamo ad andare a bussare a qualche porta di questo grande palazzo, di sicuro vi sarà aperto.

I 29 racconti sono di: Sara Bilotti, Francesca Bonafini, Massimo Cacciapuoti, Janna Carioli, Fabrizio Casa, Vanna Cercenà, Lodovica Cima, Zita Dazzi, Paolo Di Paolo, Antonio Ferrara, Francesco Forlani, Martina Forti, Maria Franco, Sofia Gallo, Dacia Maraini, Beatrice Masini, Luisa Mattia, Antonella Ossorio, Pino Pace, Isabella Paglia, Anna Pavignano, Annamaria Piccione, Patrizia Rinaldi, Livia Rocchi, Febe Sillani, Annalisa Strada, Bruno Tognolini, Anna Vivarelli e Laura Walter.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

2 commenti su "CentriFuga. Fughe, ritorni e altre storie"

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