Cenerentola di Jacob & Wilelm Grimm

Non credo ci sia davvero bisogno di dirvi di che cosa parla la favola di Cenerentola, ormai ho idea che sia una di quelle cose che ogni bambino e quasi ogni persona (almeno della mia età, o giù di lì), abbia avuto modo di conoscere.
Sono certa che, per un verso o per l’altro, qualcuno ce l’abbia raccontata o, al massimo, si abbia avuto l’occasione di vedere il famosissimo cartone animato della Disney.
Volendo però essere certa che tutti possano comprendere l’evidenza delle differenze tra la favola che è diventata “universale” e quello che realmente era, vi rinfresco la memoria.
Cenerentola è una giovane molto sfortunata, è orfana di madre e suo padre si risposa con una donna perfida e malvagia.
Non solo, ma la donna porta con sé un fardello non indifferente: due figlie orribili che fanno in modo, insieme alla matrigna, di confinale Cenerentola in cucina come una serva.
Nonostante tutte le angherie subite, la ragazza ha sempre fede nel futuro e spera che le cose cambino.
Improvvisamente il mondo si rivolta quando giunge l’annuncio che il Principe darà una festa al Palazzo Reale per scegliersi una moglie; ovviamente le sorellastre, essendo ragazze in età da marito, sono invitate.  Certo, lo sarebbe anche Cenerentola, ma la matrigna ce la mette tutta per fare in modo che lei non ci sia, riuscendo perfettamente nell’intento.
Delusa, Cenerentola passa la sera del ballo a piangere, finché una sorpresa inaspettata non la coglie: la sua Fata Madrina fa un incantesimo per renderla una vera e propria principessa.
Cenerentola va al ballo, incontra il principe e danzano tutta la notte. Ma il risvolto della medaglia vuole che l’incantesimo si spezzi a mezzanotte, così la fanciulla è costretta a scappare all’improvviso.
Nel farlo, perde una scarpina di cristallo, elemento che permetterà al principe non solo di scoprire che è lei la bellissima principessa di cui si è innamorato, ma anche di smascherare le orribili sorellastre e la cattivissima matrigna.
E vissero tutti felici e contenti.

Posso dunque affermare, con estrema certezza, che le cose non siano andate proprio in questo modo.
Prima di tutto, dimenticate i topolini e il gatto di cui tutti vi hanno fatto credere l’esistenza: non ci sono mai stati.
E poi la favola vera, quella scritta da coloro i quali hanno reso migliore il momento di andare a letto dei bambini, Jacob e Wilelm Grimm, è davvero molto diversa.
È chiaro, il filo conduttore è lo stesso: Cenerentola è sempre la ragazza sfortunata sfruttata dalla nuova moglie del padre e dalle sue sorellastre, che trova una riscossa inaspettata grazie alla sua fede e alla sua pazienza, ma il finale della storia è molto più truculento di come tutti lo conosciamo.
Io ho avuto la fortuna di scoprire tutto questo a sette anni, ma andiamo con ordine evidenziando le differenze.
Intanto gli unici amici di cenerentola sono uno stormo di uccellini, prime fra tutte due piccole colombe che si posano sull’albero che lei stessa pianta vicino alla tomba della madre. Quest’albero esaudisce i desideri della fanciulla scuotendo le fronde, perciò non esiste nemmeno la Fata Madrina.
È la sua vera mamma, prima di morire, a dirle che deve sempre comportarsi bene, perché questo la aiuterà.
Le angherie che Cenerentola deve sopportare sono illimitate, compresi gli scherzi da parte della matrigna e le sorellastre, che non fanno altro che spargerle legumi piccolissimi tra la cenere del camino, in modo che lei debba passare le giornate a recuperarli.
Le sorellastre, in realtà, sono bellissime, è il loro cuore ad essere brutto e nero.
La festa del principe dura per tre giorni, ogni giorno Cenerentola riceve dall’alberello un vestito diverso, e l’ultimo giorno ha delle scarpine tutte d’oro, non di cristallo. È lei a scappare prima che la sua famiglia torni a casa, per non farsi scoprire, non l’incantesimo a terminare a mezzanotte. Ogni volta sfugge al principe correndo velocissima e nascondendosi con incredibile abilità.
Ma è il finale ad essere il più sconvolgente: Cenerentola perde la scarpetta perché il principe ha cosparso la scala del palazzo di pece e le due sorellastre compiono un gesto davvero estremo per riuscire a ingannare la sorte, cosa che, ovviamente, non porta ad alcun risultato se non a quello di avere per loro un’orribile punizione.
Devo ammettere che la storia di questa fanciulla che con la sua sola forza di volontà riesce a ribaltare la sua vita, mi ha sempre affascinato moltissimo, fin da piccola.
Forse la fragile e forte Cenerentola è una delle mie principesse preferite perché, pur essendo piccola e sola fa in modo di spostare le montagne. Ed è proprio come io ho sempre voluto essere.
Perciò mi chiedo: come mai tutte queste “censure” e questi cambiamenti dall’originale? Forse che i bambini non avrebbero sopportato certi particolari macabri della storia?
E quando al lupo di Cappuccetto Rosso viene aperta la pancia con un coltello, non parliamo sempre di particolari  macabri? Perché in quel caso non ci furono censure?
Io ho ascoltato la vera storia a sette anni, e non ho mai fatto brutti sogni.
Quindi immagino che possiate sentirla senza problemi anche tutti voi, così com’è.
Ed è per questo che ho voluto leggerla agurandovi: buon ascolto!

Questo è il link dove poter ascoltare la favola:

http://we.tl/lZipErDxjC

istruzioni:
1- fare click sul link
2- fare click sul tasto azzurro “accetto” situato nel piccolo box che si vede non appena si apre la pagina
3- effettuare il download del file (non c’è bisogno di iscriversi, il download partirà comunque!)

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