"Gli invitati" e una casa a testa in giù

Che cosa accade quando Bernard Friot incontra Magali Le Huche?

Per scoprirlo bisogna fare un salto da Elena che, gentilmente e senza trattenere un sorriso, tiene aperta per noi la porta di casa nella copertina dell’albo Gli invitati, nuova uscita all’interno della collana Carrousel delle Edizioni Clichy (collana di cui vi abbiamo già parlato qui).

Lesinvitesextrait2_mElena ha una grande casa con nove camere da letto e d’estate ha sempre molti ospiti. I preparativi sono veramente tanti perché Elena è una padrona di casa attenta e premurosa e prima che gli invitati arrivino allestisce le camere in modo che siano a misura di chi dovranno accogliere: per Lucia, ballerina dell’Opera, lustrini, piume e luci soffuse, per Ettore, campione di karate, una piccola palestra in camera, per Oscar, appassionato di macchine sportive, caschi, gomme e un letto con le ruote, per Ludovica, che ama il verde e le comodità, tante piante e una morbida moquette e così via per accontentare tutti. Ogni doppia pagina ci mostra l’impegno e l’allegria con cui Elena arreda gli ambienti: a sinistra, insieme al testo, la vediamo  all’opera, a destra vediamo il risultato finale del suo lavoro.

Il libro potrebbe finire qui e già sarebbe una delizia, un piccolo elogio dell’accoglienza, ma siamo nelle mani di Friot e dobbiamo voltare pagina e scoprire che cosa accadrà all’arrivo degli invitati, al momento della scelta delle stanze.

Alla fine, ancora di più, Gli invitati si conferma un vero e proprio elogio dell’accoglienza (nel senso più largo del termine): Elena ci insegna la cura e l’attenzione nei confronti dell’altro, ma, allo stesso tempo, la capacità di scoprire veramente chi abbiamo davanti, anche andando oltre le nostre idee o prime impressioni. E prepariamoci a rimanere, a nostra volta, sorpresi da Elena.

Dall’incontro della scrittura di Friot (intervistato per voi qui) con il segno di Magali Le Huche (di cui avevamo già apprezzato, sempre per le Edizioni Clichy, Rosa Luna e i lupi) non poteva che nascere un albo come Gli invitati, ironico e curioso con illustrazioni raffinate e divertenti. Un albo accogliente come la casa di Elena.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

Nessun commento su ""Gli invitati" e una casa a testa in giù"

Dicci cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *