Cara Befana…

Cara Befana,
ti scrivo con tanto anticipo perché – sono sicura – sei l’unica che, in questo periodo, può capirmi…

A scuola, le maestre hanno già sistemato accanto all’ingresso della mia sezione una scatola allestita come una cassetta postale e a tutti i bambini è stato chiesto di infilarci dentro la loro letterina. Magari scritta controvoglia e sotto dettatura dei genitori.

Per strada, lo vedo dappertutto. Mentre si arrampica sulle ringhiere dei balconi, indisturbato e senza che nessuno avvisi la polizia. Nelle vetrine dei negozi a fare bella mostra di sé, anche accanto a frutta e verdura che – come è noto – sono prodotti tipici del circolo polare artico da cui proviene. Perfino sugli autobus, ci sorride – sotto la sua folta barba bianca – dai manifesti che pubblicizzano corsi di inglese per tutti i livelli o agenzie di servizi per l’invio di denaro all’estero. Forse perché, all’approssimarsi delle feste, c’è bisogno di fare gli auguri o di inviare regali in denaro ai parenti lontani.

Mamma e papà, a casa, è già da un pezzo che sono tutti eccitati e che mi ricattano con questa storia di un buffo e panciuto signore che porta i regali solo ai bambini buoni e ubbidienti.

La notte non dormo più per il terrore che, prima o poi, la mia cameretta possa essere invasa da piccoli gnomi con le orecchie lunghe e il naso adunco. Sai che spavento farebbero prendere alla mia sorellina…

Insomma per me è un incubo!

Nessuno, più di noi due, ha tanti buoni motivi per non condividere l’entusiasmo che prende tutti in questi giorni di festa, solo perché qualcuno, seduto comodamente accanto al camino della sua villa sui ghiacci del nord, assoggetta a sé una schiera di folletti sottopagati per costruire inutili cianfrusaglie (magari con materie prime importate dalla Cina) e per portarle, nottetempo, nelle nostre case, senza nessun rispetto per la privacy. Almeno si facessero precedere da una telefonata di preavviso di un qualche infreddolito operatore di call center, delocalizzato in Groelandia.

Col suo vestito rosso rubino, si pavoneggia nelle tante comparsate a cui si presta in tv e nelle principali piazze delle nostre città. Si prende tutta la scena mentre altri, al freddo, lavorano duramente per lui.

Per non parlare (e mi rivolgo agli animalisti) dell’uso spregiudicato che fa delle renne a cui affida il traino della slitta carica oltre ogni limite consentito dal codice di circolazione dei ghiacci. E ancora (e mi rivolgo agli ambientalisti) all’intenso flusso di traffico che, per la sua mania di grandezza, genera trasportando milioni e milioni di pacchi regalo in ogni angolo del mondo.

Insomma, tu come me, sai che tanto successo è immeritato ed il consenso che suscita è frutto di un grande inganno di cui sono vittima gli adulti. 

Ora vengo al motivo per cui ti scrivo. Da qualche mese, sto organizzando, segretamente, il B.A.Ba.Na. (Bambini Anti Babbo Natale) e avrei pensato di affidarti la Presidenza. Per il momento siamo in pochi ma determinati. 

Con il tuo aiuto e la tua eventuale protezione possiamo perseguire ambiziosi obiettivi. Smascherare Babbo Natale, rivelare al mondo la sua vanità e liberarci per sempre dalla sua ingombrante presenza, confinandolo, per contrappasso, in un caldo paese centro africano.

Se non vuoi farlo per generosità nei nostri confronti e di quanti si stanno esponendo in questa grande battaglia, ti prego di considerare gli enormi vantaggi che ti verrebbero dalla caduta del tuo più forte competitor. Non sarai più oscurata dal successo di Babbo Natale e tutti i bambini guarderebbero solo a te come unica e sola dispensatrice di doni. La tua fama tornerà ad essere fulgida e incontrastata in tutte le nazioni, dal sud al nord del pianeta.

Spero di essere riuscita a spiegare le mie ragioni e a suscitare in te l’interesse per la nostra grande missione. Consapevoli che la vittoria non è a portata di mano in tempi brevi, nel corso delle prossime festività natalizie, trarremo forza dall’attesa fiduciosa di un tuo positivo riscontro.

Come potrai notare, non mi firmo per timore di una rappresaglia. Se per errore o a causa di qualche disguido delle Poste del Nord (che, in quanto efficienza, sono al pari di quella del Sud), questa missiva finisse nelle mani sbagliate, sono certo che il nostro comune nemico, una di queste notti, potrebbe inviare quei suoi folletti a svuotare la mia stanzetta dai tanti giochi che con fatica e abnegazione mi hai donato in tutti questi anni, volando eroicamente tra gli astri con la tua scopa.

Con affetto e eterna stima, a nome del Comitato Direttivo di B.A.Ba.Na.

L'autore di questo post

Nato e cresciuto a Napoli, divento papà a Bologna ormai quarantenne. Racconto storie più o meno ordinarie di un papà alle prese con le sue due figlie. Un'avventura mozzafiato. Una quotidianità ad ostacoli. Un tempo della vita eroico durante il quale non è concesso nessun cedimento. Unica via di uscita: passione e fantasia!

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