Calvin e Hobbes trasformati in cartoni!

C’era una volta un bambino che aveva per amico una tigre di pezza. Nessuno sapeva però che quella tigre era viva, si muoveva, parlava! Basta questo incipit per evocare un mondo, quello del bambino Calvin e di Hobbes, il suo tigrotto. Ricordati soprattutto dai più grandicelli, Calvin e Hobbes è una striscia di fumetti che tra gli anni ’80 e gli anni ’90 conobbe un successo straordinario, che dura tutt’oggi.

Forse non lo sapete, ma del fumetto sono stati fatti due brevissimi cartoni animati: il più recente è stato realizzato da Adam Brown, creatore di animazioni di vario genere, che ha preso ispirazione da questa striscia per mostrare, in pochissimi istanti, il rapporto tra i due personaggi.

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L’altro cartone è stato prodotto nel 2008 dall’italiano Donato Di Carlo, dove finalmente possiamo dare una voce al piccolo Calvin e scoprire che è quella di Ilaria Stagni, celeberrima doppiatrice di Bart Simpson. Non trovate sia perfetta per lui?

A differenza del corto di Brown, questo è decisamente più articolato: troviamo infatti un Calvin più turbolento, impegnato a scrivere un tema dedicato alla sua (a dir lui) strampalata famiglia. Il colore che vivacizza le scene del racconto è il simbolo visivo perfetto per spiegare la sua sterminata fantasia.

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Entrambi sono cortometraggi non ufficiali, ed è bene considerarli eventi più unici che rari, dato che Bill Watterson, il padre del fumetto, ha sempre evitato di commercializzare in qualunque modo il suo prodotto. Forse non sarebbe felice di scoprire queste seppur piccole pellicole, essendo contrario anche alla trasposizione cinematografica della sua opera, tuttavia per noi comuni spettatori è un modo simpatico e piacevole per omaggiare una storia intramontabile.

Calvin e Hobbes è infatti un fumetto senza tempo, talmente vasto nei suoi significati da avere un universo dentro, a metà tra realtà e fantasia. Un classico dove l’uso delle metafore lo rende comprensibile a più livelli, a più età, diventando dunque qualcosa capace di unire generazioni intere, che lo apprezzano per aspetti diversi, ma ne ridono allo stesso modo!

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