Bufera (Rizzoli)

buferaRobert Westall, Bufera, Rizzoli

Ha l’intensità del primo amore Bufera, il ritorno di Robert Westall in libreria grazie a Rizzoli. Il volume raccoglie due racconti di uno dei più amati e conosciuti autori inglesi per ragazzi, vissuto tra il 1929 e il 1993 e vincitore della prestigiosa Carnegie Medal in due occasioni, nel 1975 con The Machine Gunners, tradotto e pubblicato in Italia nel 2010 da Salani, e nel 1981 con The Scarecrows.

Ciò che unisce i due racconti (Bufera e Chapel Farm) è la narrazione di due storie d’amore, di un primo amore, secondo due diversi punti di vista: la prima storia è affidata a una voce narrante maschile, la seconda, invece, a una voce narrante femminile.

Bufera

Oltre al punto di vista, opposta è la stagione nella quale il primo amore nasce e cresce. Bufera è un racconto invernale, anzi, più precisamente, natalizio. Proprio durante le festività natalizie, infatti, avviene l’incontro tra Simon e Angela, due ragazzi diversissimi tra di loro.

I due si sono conosciuti un anno prima, ad agosto, durante la festa del paese, evento che aveva coinvolto molto sia il padre di Simon, preside della scuola locale, sia il padre di Angela, il parroco del paese. Il padre di Angela, in particolare, è il nuovo parrocco della comunità, evento che aveva risvegliato la curiosità di tutti. Angela in quel primo incontro non aveva colpito particolarmente Simon che era infastidito dalla sua eccessiva bontà (“Angela non mi dava fastidio. Era innocua e non ridacchiava mai. Alta e magra, senza una curva in vista, aveva lisci capelli scuri con la riga a destra, come un ragazzo. E grandi, franchi occhi grigi, ma più gentili di quelli di qualunque ragazzo. Potevo parlarle senza il rischio che mi rimbeccasse o mi prendesse in giro. Peccato che fosse buona in modo nauseante”).

Vicini per classe sociale, i ragazzi si erano ritrovati a passare molto tempo insieme e Simon si era divertito a tormentare Angela con i suoi discorsi cinici e prendendola in giro. Ma tante cose in quell’età possono cambiare nel giro di pochi mesi e quando, sedicenni, i due si rincontrano durante la messa dell’Avvento Simon rimane folgorato dalla bellezza di Angela che non è più una bambina: ora è truccata, cresciuta e, sotto il cappotto, nasconde inequivocabilmente delle curve prima assenti.

Comincia così, come la cosa più naturale del mondo, la loro storia d’amore. All’inizio tutto sembra andare bene e il cinico Simon si ritrova coinvolto nella vita della comunità parrocchiale pur di star vicino ad Angela, ma dopo poco ciò che li divide per carattere e convinzioni viene a galla, spezzando – apparentemente per sempre – il loro giovane legame. Ci penserà una vera e propria bufera di neve a cambiare nuovamente le carte in tavola della loro relazione, in un finale in cui risuona tutta la magia del Natale (e dell’amore).

Chapel Farm

Cambiando completamente clima e stagione, l’incontro tra Margaret e Ralph avviene nel pieno dell’estate e, più precisamente, nella calda estate del 1976. I due ragazzi si incontrano poco prima degli esami del diploma e della partenza per il college. Chapel Farm è una costruzione abbandonata fuori città dove Margaret si ritira a studiare in vista del diploma. Per lei studiare è più che importante:

“Del resto non avevo tempo per l’amore. Prendere il diploma era la mia unica possibilità di andarmene, e lo sapevo. I miei genitori non avevano rispetto per l’istruzione; al primo scivolone sapevo che sarei stata spinta a forza in qualche noioso lavoro impiegatizio. Ma mio padre mi avrebbe lasciata andare all’università, se fossi passata, in modo da potersene vantare al pub con i suoi cosiddetti amici. E mia madre l’avrebbe sventolato con superbia in faccia a quelle che si riunivano per i suoi piccoli tè fatti al risparmio”.

Nonostante riesca a raggiungere un ottimo risultato, il migliore dell’istituto, Margaret decide di iscriversi ad un’università poco prestigiosa e vicina a casa a differenza di Ralph, studente dalle minori capacità ma con una situazione familiare favorevole che lo porterà a Cambridge. Anche in questo caso, ma con diversi esiti, l’iniziale idillio amoroso lascerà il posto alla distanza, non solo fisica, dei due protagonisti. Certamente, però, il loro incontro non sarà passato invano nelle loro vite.

A ognuno il suo primo amore

Ogni lettore avrà certamente, tra i due racconti, il suo preferito (il mio, ad esempio, è il primo, Bufera). Si tratta di storie diverse tra loro che condividono l’intensità di un sentimento nuovo e forte, il primo amore, totalizzante come forse non sarà più nel corso della vita. La scrittura di Westall è chiara e scorre veloce senza essere banale, con punte di ironia che rendono la lettura emozionante e piacevole.

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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