Bolle, bolle e ancora bolle…

immagine da http://serenabasciani.it/articolo.php?aid=122

Facciamo un gioco. Una sfida.
Vediamo chi riesce a identificare nel minor tempo possibile questo motivetto. Ne canto subito qualche verso…

D’accordo. Come non detto. Ammetto che canticchiare davanti allo schermo non è stata forse una mossa molto furba. Concordo. Anche a voler spalancare ogni finestra di casa, suppongo che difficilmente la gara andrebbe oltre il mio cortile. Va bene. Ricominciamo.
Invece di cantare, scrivo. E qui ci siamo. Chi ne riconoscerà le parole? Parecchi, ne sono certo. Soprattutto se membri della gloriosa generazione ’80!

…se vuoi si attacca
non rompe niente e poi non macchia
ci puoi far cose divertenti,
mille colori differenti
gioca un po' con…

Ed ecco il sorrisetto. Sì, proprio quello. Immancabile, mentre un piccolo cassetto della memoria (ci scommetto) si spalanca di colpo. Come scordare un must di quegli anni? Motivetto martellante e pubblicità accattivante.  È il crystal ball!

Ora, metto le mani avanti. Se il crystal ball di allora (un tempo nel quale i controlli di sicurezza erano certamente molto meno ferrei) fosse tossico (così come si diceva), non ne ho la più pallida idea, no. Di certo la voce girava. Una sorta di piccola leggenda metropolitana, che altro non faceva che rendere il giocattolo ancor più affascinante agli occhi di noi ragazzini. Erano bolle potenzialmente mortali, per tutti i lego!

Non c’era uno scopo vero e proprio nel giocare con il crystal ball. Si trattava di una semplice pasta colorata che, posta sulla punta di una altrettanto semplice cannuccia in plastica, tendeva a gonfiarsi come un comunissimo palloncino. Almeno così prometteva confezione e pubblicità.

In realtà era tutto più difficile, sì. Quasi impossibile, direi. Ricordo infatti la sovrumana fatica polmonare che doveva essere fatta per dar vita anche al più rachitico tra i palloncini. In quella cannuccia ci si perdeva l’anima!
Una volta gonfiato, il palloncino pastoso poteva essere utilizzato come proiettile relativamente sicuro (leggero, avrebbe difficilmente rotto qualcosa) o, per gli animi più artistici, come componente picassiano di sculture post-futuristiche (in pratica li si poteva incollare fra di loro e dar vita a qualunque altro mostruoso parto della fantasia).

Il divertimento (previa fulminea noia anticipata, ovviamente) durava però il tempo di una sorsata di tè. Il palloncino tendeva infatti a rinsecchirsi, sgonfiandosi su se stesso e trasformandosi di fatto in una riproduzione in scala del blob di yeaworthiana memoria (mai visto Blob – Fluido mortale?).

In ogni caso, miei cari nostalgici mai troppo cresciuti, sappiate che giocare con il crystal ball è ancora possibile! Il giocattolo è tutt’oggi in vendita, e nemmeno tanto difficile da trovare in giro. Io l’ho beccato per caso, sotto Natale. Lo avevano rosso, giallo e blu (mancava il verde, ahimè).
È stato un vero e proprio tuffo nel passato…. E, per l’appunto, sto ancora aspettando che qualcuno mi getti un salvagente.

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