Conosciamo Howard Phillips Lovecraft

Non si può parlare di letteratura horror senza citare uno, a mio avviso, dei più grandi scrittori di horror e weird del mondo: Howard Philips Lovecraft, abbreviato HPL.

Creatore dei miti di Cthulhu, la sua opera più famosa, HPL è un maestro in grado di turbare e insegnare ancora oggi. E’ alla sua produzione (e quella di Edgar Allan Poe) che tutto l’horror sovrannaturale si rifà. Scrittore di grande talento, ha sfociato anche nella fantascienza, regalandoci perle come “Il colore dallo spazio”.

 

Vediamo cosa dice di lui Wikipedia:
Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe e considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana.

Autore di numerosi racconti, come Dagon, Il colore venuto dallo spazio, Il richiamo di Cthulhu e L’orrore di Dunwich, e di romanzi, tra cui Il caso di Charles Dexter Ward, Le montagne della follia e La maschera di Innsmouth, oltre ad alcuni racconti in versi, non molto apprezzato dai critici del suo tempo, probabilmente perché troppo straniante, non godette mai di buona fama se non dopo la sua morte. Molte delle sue opere sono state fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo, nella letteratura così come nel cinema e nella musica.

Infatti, uno dei maggiori studiosi lovecraftiani, S.T. Joshi, definisce la sua opera come “un inclassificabile amalgama di fantasy e fantascienza, e non è sorprendente che abbia influenzato in maniera considerevole lo sviluppo successivo di entrambi i generi”.

Lovecraft, tuttavia, era relativamente sconosciuto fra i suoi contemporanei. Anche se le sue opere vennero pubblicate su importanti riviste come Weird Tales, ben pochi conoscevano il suo nome, e nulla, all’epoca della sua morte, avrebbe potuto far presagire il notevole successo che avrebbero raggiunto i suoi lavori. Non mancarono giudizi critici nei confronti del suo lavoro; Edmund Wilson, che pure ammirava il saggio di Lovecraft Supernatural Horror in Literature, stroncò nel suo Tales of the Marvellous and the Ridiculous il romanzo breve L’ombra venuta dal tempo, commentando: “l’unico vero orrore in molte di queste storie è l’orrore del cattivo gusto e della cattiva arte”. Non di rado, le sue opere furono rifiutate: in particolare, il direttore di Weird Tales Wright respinse inizialmente racconti come La maschera di Innsmouth e Il richiamo di Cthulhu. In particolare, l’insuccesso di Alle montagne della follia – scritto nel 1931 ma pubblicato solo nel 1936 e in forma rimaneggiata – fece considerare a Lovecraft (che era, per natura, critico nei confronti dei propri lavori) l’idea di abbandonare la professione di scrittore:

« Dopotutto, può darsi che il mio rapporto con la letteratura fantastica debba essere quello del lettore attento, dello spettatore, e non dello scrittore/creatore. Non porterò a termine altri racconti a meno che non siano migliori dei precedenti, e nel frattempo continuerò a sperimentare. »

Uno dei temi principali della maggior parte delle opere di Lovecraft è quello della conoscenza proibita. Alcuni critici sostengono che questo tema è una conseguenza del disprezzo che Lovecraft prova nei confronti del mondo che lo circonda, costringendolo a cercare dentro di sé conoscenza e ispirazione. Ne Il richiamo di Cthulhu (1926), Lovecraft scrive:

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d’ignoranza in mezzo a neri mari d’infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d’insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. »

Nei suoi scritti la ricerca della conoscenza proibita guida molti dei personaggi principali; tuttavia questa ricerca, sebbene eroica, si rivela spesso disperata. Quando si giunge alla conoscenza, la sanità mentale dei protagonisti, che giungono sempre a ricomporre questo “quadro d’insieme”, definendo la trama degli stessi racconti, finisce spesso per essere minata; coloro che incontrano le manifestazioni “viventi” dell’incomprensibile hanno una elevata probabilità di impazzire. I personaggi che tentano di utilizzare per i propri fini questa conoscenza finiscono quasi sempre per affrontare un triste destino. A volte la loro attività attira l’attenzione di esseri malevoli; altre volte, nello spirito di Frankenstein, vengono distrutti dai mostri che loro stessi hanno creato.

ROMANZI

La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath (The dream-quest of unknown Kadath, 1926-27)
Il caso di Charles Dexter Ward (The case of Charles Dexter Ward, 1927)
Il tumulo (The mound, 1929; ciclo dell’etnologo)
Le montagne della follia (At the mountains of madness, 1931)
La maschera di Innsmouth o L’ombra su Innsmouth (The shadow over Innsmouth, 1931)
L’orrore che viene dall’est (The Inevitable Conflict, 1931) (su “Amazing Stories”, 1931-1932)[81]
L’ombra venuta dal tempo (The shadow out of time, 1934; su “Astounding Stories”)

RACCONTI

La tomba (The Tomb, 1917)
Dagon (Dagon, 1917)
Un ricordo del Dottor Samuel Johnson (A Reminiscence of Dr. Samuel Johnson, 1917)
Polaris (Polaris, 1918)
Oltre le mura del sonno (Beyond the Wall of Sleep, 1919)
Memoria o Il ricordo (Memory, 1919)
Old Bugs (Old Bugs, 1919)
La transizione di Juan Romero (The Transition of Juan Romero, 1919)
La Nave Bianca (The White Ship, 1919)
La sorte che colpì Sarnath o Il fato che colpì Sarnath (The Doom that Came to Sarnath, 1919)
La dichiarazione di Randolph Carter (The Statement of Randolph Carter, 1919)
Il Vecchio Terribile (The Terrible Old Man, 1920)
L’albero (The Tree, 1920)
I gatti di Ulthar (The Cats of Ulthar, 1920)
Il tempio (The Temple, 1920)
Le vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia (Facts Concerning the Late Arthur Jermyn and His Family, 1920)
La Strada (The Street, 1920)
Celephaïs (Celephaïs, 1920)
Dall’ignoto o Da altrove (From Beyond, 1920)
Nyarlathotep (Nyarlathotep, 1920)
L’immagine nella casa (The Picture in The House, 1920)
Ex oblivione (Ex Oblivione, 1921)
La città senza nome (The Nameless City, 1921)
La ricerca di Iranon (The Quest of Iranon, 1921)
La palude della luna (The Moon-Bog, 1921)
L’estraneo (The Outsider, 1921)
Gli Altri Dei (The Other Gods, 1921)
La musica di Erich Zann (The Music of Erich Zann, 1921)
Herbert West, rianimatore (Herbert West – Reanimator, 1921-1922)
Hypnos (Hypnos, 1922)
Cosa evoca la luna o Quel che porta la luna (What the Moon Brings, 1922)
Il cane (The Hound, 1922)
La paura in agguato (The Lurking Fear, 1922)
I ratti nei muri (The Rats in The Walls, 1923)
L’innominabile (The Unnamable, 1923)
La ricorrenza o La cerimonia (The Festival, 1923)
La casa sfuggita o La casa evitata (The Shunned House, 1924)
L’orrore a Red Hook (The Horror at Red Hook, 1925)
Lui (He, 1925)
Nella cripta (In the Vault, 1925)
Aria fredda (Cool Air, 1926)
Il richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, 1926)
Il modello di Pickman (Pickman’s Model, 1926)
La chiave d’argento (The Silver Key, 1926) (ciclo di Randolph Carter)
La strana casa nella nebbia (The Strange High House in the Mist, 1926)
Il colore venuto dallo spazio (The Colour out of Space, 1927)
La razza antichissima (The Very Old Folk, 1927)
La creatura illuminata dalla luna (The Thing in the Moonlight, 1927) (incluso in una lettera a Donald Wandrei)
Ibid (Ibid, 1928)
L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror, 1929)
Colui che sussurrava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness, 1930)
I sogni nella casa stregata (The Dreams in the Witch-House, 1932)
La cosa sulla soglia (The Thing on the Doorstep, 1933)
Il prete malvagio (The Evil Clergyman, 1933)
L’abitatore del buio (The Haunter of the Dark, 1935)

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