Anita e il suo reame

Giacomo Agnello Modica, Anita e il suo reame, Edizioni Corsare

Piccola ma certamente un regina.

Dalla copertina è già chiaro che la protagonista è solo lei, con il suo sguardo furbo e dentro un costume da drago. Certo, c’è anche una farfalla che le vola intorno ma, si sa, ogni regnante che si rispetti ha i suoi sudditi.

In Anita e il suo reame, libro di esordio di Giacomo Agnello Modica (edito da Edizioni Corsare), il mondo è visto ad altezza della piccola protagonista. Il carretto pieno di animali di peluche è pronto, a inizio giornata, per essere svuotato: la giraffa, il coniglio, l’orso e il cervo non sono semplici giocattoli inanimati, sono i protagonisti di storie, gli attori dentro scenari immaginari e magnifici, ben al di là delle mura di una stanza.

Anita e la sua giornata tipo

Nelle prime pagine dell’albo, ci viene presentata Anita, che all’alba si sveglia per il saluto al regno, tenuta in alto come un piccolo Re Leone, così come la sua tutina-pigiama lascia intendere; conosce per nome ogni creatura, o quasi, in fondo quando si impara a parlare ogni volta si ridà nome alle cose, come in una creazione che perennemente si ripete.

Dopo le necessarie presentazioni, seguiamo la piccola regina in una giornata tipo: alle 6 è già attiva (troppe sono le cose da fare per indugiare a letto), alle 7 c’è la prima colazione in famiglia (allattata dalla madre), alle 8 è tempo della colazione con la corte; più tardi non mancano due passi nel parco, per godere della bellezza del proprio regno, a mezzogiorno passato si pranza; seguono passeggiata per il castello, il bagnetto delle 17, il banchetto delle 19:30… una giornata piena fino alle 21, l’ora di andare a dormire.

Anita ovviamente veglierà sul suo regno, svegliando la corte di tanto in tanto, per accertarsi che tutto vada bene.

La regina degli animali

La prima cosa che colpisce in Anita e il suo reame sono le illustrazioni di Giacomo Agnello Modica (recentemente in libreria anche con A piede libero).

Anita è allo stesso tempo una bambina realistica, ritratta come in una foto, e fantastica quando, per esempio, diventa una piccola sirenetta.

La regina degli animali è lei stessa un piccolo animaletto dalle forme più varie: con la tutina di drago, di leone, di cagnolino, con una testa di coccodrillo, basta poco per trasformarsi in ciò che più si preferisce.

Lo sfondo bianco e neutro in cui la vediamo ritratta trasmette un grande senso di libertà. Anche quando sappiamo di trovarci in casa, non abbiamo dei confini intorno e così anche una stanza può diventare il parco intorno a un castello quando si sta cavalcando il proprio cavalluccio di legno.

Sono gli animali ad accompagnare la giornata di Anita, anche se qua e là sbirciamo la presenza dei genitori. Le braccia di papà, il seno e le braccia della madre mentre sta allattando (e il viso di quest’ultima, delineato con una semplice linea, riesce a trasmettere nel gesto di un bacio tutta la tenerezza del momento); le gambe di mamma e papà sotto un tavolo, ignari che la vera azione si sta svolgendo proprio lì sotto, nascosta al loro sguardo.

Il testo, giocando anche grazie alle illustrazioni su due piani di realtà, dove il bagnetto diventa un bagno nell’oceano, una stanza un paesaggio della savana africana all’alba, la culla un nido sull’alto di una fronda, è allo stesso tempo poetico e ironico. All’interno delle illustrazioni e parte del testo compaiono qua e là anche i primi suoni di Anita (che sia un ruggito o un più indistinto “Daddoo”) che ci portano nell’intimità di una casa in cui stanno per entrare tante  nuove parole.

 

 

L'autore di questo post

Classe 1982, pugliese, fiorentina d’adozione e con un debole per la Francia. Da quando ho scoperto A. A. Milne e Astrid Lindgren, mi è stato chiaro all’improvviso che cosa avrei fatto da grande e poco importa il fatto che un po’ grande lo fossi già. Da allora mi dedico alla letteratura per l’infanzia e ragazzi, tra studio, letture e i primi passi nel dietro le quinte del mondo editoriale.

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