A colazione in India!

Carissimi kids, la prossima tappa del nostro tour per le colazioni del mondo ci porta niente meno che in India!

Ci addentriamo in una nazione dalla cultura molto complessa e variegata, e le sue tradizioni culinarie ne sono un perfetto esempio: non esiste UNA cucina indiana né un piatto nazionale, ma una miriade di cucine diverse tra loro.

Per noi occidentali solitamente i cibi indiani sono semplicemente sinonimo di spezie, ma dietro alla scelta degli ingredienti di ogni piatto c’è la storia di una cultura millenaria: le dosi e la selezione delle spezie da utilizzare, fanno in realtà riferimento ai principi dietetici scritti nei testi sacri dell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana in voga fin dall’antichità!

In questa affascinante cultura si ritiene infatti che il benessere individuale dipenda in gran parte da come il sistema digestivo riesce a nutrire l’organismo: non conta solo la qualità (e la quantità!) delle sostanze che ingeriamo, ma anche come queste vengono trasformate e assimilate!

Una corretta alimentazione deve tener conto inoltre delle stagioni, della costituzione fisica e dell’equilibrio dei dosha nell’individuo.

Ma cosa sono questi “dosha”? Secondo l’Ayurveda nel nostro corpo ci sono tre forze vitali (vata per l’aria, pitta per il fuoco e kapha per acqua e terra), che in sanscrito –l’antica lingua indiana- vengono definite appunto “dosha”. Si tratta di energie primarie alla base di tutti i processi fisici e mentali nel nostro corpo, e che in caso di squilibrio posso portare all’insorgere di malattie. Tutto nel mondo sarebbe basato su queste tre forze eterne che operano ora come migliaia di anni fa, quando i primi saggi vedici le hanno definite.

L’Ayurveda fornisce inoltre una serie di princìpi dietetici che regolano le abitudini alimentari. Alcuni di questi potrebbero sembrarci strani o buffi, molto lontani dal nostro modo di pensare, altri invece potremmo farli nostri, riscoprendo un contatto con le vere esigenze del nostro corpo.

Eccone qualche esempio:

·       Ogni pasto dovrebbe possibilmente essere caldo e preparato al momento.

·       Ogni pasto dovrebbe contenere almeno una piccola quantità di tutti i sei sapori ed i sette

     colori fondamentali.

·       Non si dovrebbe mangiare prima di aver completamente digerito il pasto precedente

·       Bisognerebbe mangiare con attenzione e senza parlare troppo.

·       Meglio non mangiare quando si è nervosi, in collera o in condizioni d’intensa emotività.

·       Mangiando si devono evitare le distrazioni, come la lettura, la televisione o i rumori forti;

     va bene una musica dolce e rilassante.

·       Non mangiare quando si ha sete e non bere quando si ha fame.

·       Masticare bene prima d’inghiottire.

·       Non bere molta acqua o altri liquidi prima, durante o dopo i pasti; è consigliabile

     sorseggiare un po’ d’acqua mentre si mangia.

·       Il pasto più ricco e abbondante dovrebbe essere il pranzo, verso mezzogiorno

     o le tredici; la cena dovrebbe essere leggera e da consumarsi non più tardi delle

     diciannove e trenta.

·       Si raccomanda di fare, se possibile, una passeggiata di venti minuti dopo cena.

·       Utilizzare spezie che favoriscano la digestione.

·       Il cibo deve essere presentato in modo piacevole all’occhio e stimolante per il palato.

Un’usanza che distingue questo popolo da noi per quanto riguarda la tavola, consiste nel fatto che gli indiani mangiano tutto –o quasi- con le mani, servendosi del pane come unico utensile: nel nord del paese ci si serve con la punta delle dita, nel sud si prendono gli alimenti a piene mani.

L’eleganza poi esige che si prenda il cibo lentamente, con le prime tre dita della mano destra, senza sporcarle oltre la prima falange.

Sempre parlando di abitudini alimentari, è difficile che l’indiano medio consumi la prima colazione, ma nelle famiglie “good average” al mattino in tavola non possono mancare:

–          Poori, si tratta di pane fritto di forma rotonda, che solitamente si accompagna a un contorno di verdure

–          Succhi di frutta, acqua di cocco, sciroppi di fiori e nimbu pani, una bibita simile alla limonata di cui vi parlerò più approfonditamente in questo articolo!

–          Pane chapati: è il pane tradizionale dell’India, di forma piatta e rotonda, solitamente si impasta senza lievito

–          Lassi, latte portato ad ebollizione ed addizionato con succo di limone

–          Involtini di riso e cocco

–          il puttu, un dolce a base di curry, cocco, riso basmati e banane

–          i vada, ciambelline fritte salate, speziate al ginger e al coriandolo

–          patate con cipolle

–          frutta

La ricetta che oggi vorrei condividere con voi è quella di una bibita molto apprezzata in India: il nimbu pani.

Letteralmente il nome significa “acqua di limone”, e in effetti potremmo paragonare questa bevanda a una limonata, fatta però con il lime.

L’altra particolarità che distingue il nimbu pani dalla classica limonata consiste negli aromi utilizzati: oltre allo zucchero infatti si  aggiungono sale e pepe nero appena macinato, che  può essere a volte sostituito da garam masala (una miscela di cannella, cumino, coriandolo, cardamomo, chiodi di garofano pepe nero e curcuma).  Mamme e kids potranno quindi sbizzarrirsi nella creazione di questa bevanda davvero dissetante!

Il nimbu pani è molto diffuso a Delhi, ma anche a Jaipur e Bombay: in queste città potete trovare uno stuolo di caffetterie e ristoranti in cui gustare questa bevanda. Talvolta è in vendita anche agli angoli delle strade in piccoli chioschi. E’ molto diffusa e apprezzata anche tra i giovani, che la preferiscono alla più comune coca cola: il nimbu pani rimane infatti il soft-drink più consumato nei campus universitari.

Prima di passare alla ricetta vera e propria, devo avvisarvi che in India i lime sono più dolci e succosi di quelli che si trovano qui in Italia, motivo per cui ho aumentato leggermente la dose di zucchero, ma vi invito a regolarvi in base ai vostri gusti personali!

INGREDIENTI

–          lime 6

–          zucchero 3 cucchiai

–          sale un pizzico

–          pepe nero un pizzico (oppure una miscela di spezie tra quelle elencate prima! Ad esempio a me piace molto con chiodi di garofano e pepe, ma ci si può benissimo sbizzarrire!)

–          acqua 4 dl

PREPARAZIONE

Prendete 4 bicchieri e poneteli in freezer. Lavate ed asciugate i lime e spremeteli.

Mescolate il succo con lo zucchero, facendolo sciogliere completamente. Aggiungete l’acqua, il sale e il pepe appena macinato, e mescolate bene.

Conservate in frigorifero e servite al momento in bicchieri freddi, eventualmente con del ghiaccio.

Et voilà! Il drink è servito!

L'autore di questo post

Sono Alessandra e mi occupo di libri per bambini, floriterapia di Bach, laboratori creativi e tecniche di massaggio (non necessariamente in quest'ordine!). Da anni lavoro con cuccioli di tutte le età, leggendo libri, inventando storie, creando e giocando con loro.

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