3 libri da portare in vacanza: in compagnia di Mario, Silver, Polleke e…

Quando ero bambina e ancora frequentavo la scuola, attendevo tutto l’anno l’estate con trepidazione. Ed estate per me, come per molti, voleva dire “tempo”, tutto il tempo che volevo a mia assoluta disposizione e da riempire a mio personale ed esclusivo piacimento: mare, giochi, sonnellini pomeridiani, passeggiate, lavoretti all’uncinetto, sotto la guida esperta di mia madre, e soprattutto… LIBRI, interi pomeriggi trascorsi a leggere con voracità le storie che più amavo e che mi offrivano la possibilità di viaggiare con la mente oltre i confini della mia stanza, della mia casa, della mia città, della fantasia… e di immaginarmi in luoghi e in tempi a me completamente sconosciuti. Ora che non frequento più la scuola e che la mia vita si è un tantino complicata, d’inverno come d’estate, cerco sempre, ogni giorno, di ritagliarmi il tempo necessario e utile da destinare alla lettura di un buon libro.

A voi, kids, che avete tutta o quasi l’estate davanti ve ne suggerisco tre.

Il primo: “Mario lupo di mare. Intorno al mondo in barca a vela” di Andrea Valente e del velista Pietro D’Alì.

 Se non avete ancora letto nulla di Valente, dovete assolutamente rimediare. Con uno stile spassoso, scanzonato, ironico, divertente egli riesce ogni volta a trasportarci nel mondo magico della scienza, solleticando la curiosità del lettore e innescando un processo di conoscenza che continua bel oltre l’ultima pagina. In questo caso, ad esempio, in compagnia di Mario, il bambino protagonista della storia e dello strampalato zio Silver, esperto lupo di mare, Valente ci conduce in barca a vela in giro per il mondo, ben oltre le colonne d’Ercole e poi giù fino alla Patagonia e nell’Oceano Pacifico. Quello raccontato con la consueta freschezza dall’autore e arricchito di curiosità da Pietro D’Alì è anche un viaggio esplorativo nell’azzurro mondo della navigazione, con tutti i suoi segreti e le sue leggende, i suoi miti e pericoli. Il racconto è talmente incalzante e ricco di colpi di scena che il lettore ha quasi l’impressione di essere realmente sulla barca Sibilla assieme a Mario, lo zio Silver e il pesce rosso Ferdinando, di provare la stessa incredulità e avvertire lo stesso misto di angoscia e adrenalina quando vengono avvistati i pirati o quando il sottomarino si cala a più di diecimila metri di profondità per esplorare la Fossa delle Marianne. Insomma, un libro rinfrescante e intrigante da leggere sotto l’ombrellone tra un tuffo e l’altro.

Seconda proposta di lettura: “Per sempre insieme. Amen” di Guus Kuijer.

Se leggerete questo libro non potrete non essere contagiati, come è accaduto a me, da una simpatia irrefrenabile per Polleke, la ragazzina undicenne protagonista della storia. Polleke ha un PP, un padre problematico che di professione fa il poeta, anche se di poesie non ne ha mai scritto una. Polleke invece di poesie ne scrive e anche tante e da grande vorrebbe continuare a scriverne per mestiere. Ma a Mimum, il suo fidanzatino, un compagno di classe di origine marocchina, questa cosa non va per niente giù, perché nella sua cultura non è proprio possibile che una donna sia poeta. E allora Polleke, arrabbiata, gli manda un bigliettino in cui gli dice che se le cose stanno così, è molto meglio se si trova una ragazza con uno strofinaccio in testa come le sue conterranee. Il libro racconta appunto le intricate vicende quotidiane che Polleke si ritrova a vivere, a scuola come a casa, e su cui riflette con profondità e altrettanta levità, la storia del suo amore combattuto per Mimun, dei non facili rapporti con i suoi genitori e del suo affetto enorme per una vitellina che ha il suo stesso nome. Alla fine, ciò che vince su tutto e fa sì che si possa restare assieme è appunto l’amore, più forte di ogni differenza culturale e di qualsivoglia divisione famigliare.

Ultimo suggerimento di lettura. L’estate è anche tempo di viaggi, magari in città d’arte ricche di musei e di meraviglie da scoprire. Ebbene, il bellissimo albo illustrato “Rimanere” di Gek Tessaro vuole essere appunto un invito a guardare ogni quadro, ogni opera d’arte in modo nuovo, dedicandole tutto il tempo necessario per apprezzarne i colori, le sfumature, i giochi d’ombra, le forme, il movimento delle linee.

Rimanere vuol dire restare a guardare un dipinto o una scultura quanto basta per riuscire a capirla davvero e a domandarsi cosa si sta vedendo. Scrive l’artista e poliedrico autore Tessaro: “Un dipinto non fa chiasso, non ti strattona / Non si illumina, non grida e non suona / Puoi guardarlo per un giorno intero o per pochi minuti / Oppure puoi fare a meno di guardarlo, e tanti saluti / Il più del tempo lo passa allo scuro / Dentro una sala appeso a un muro / ma se ci passi accanto e lasci che ti tocchi / Te lo puoi portare via dentro l’anima degli occhi”. Ricordatevelo la prossima volta che entrerete nelle sale di un museo…

Buone letture a tutti!

 

L'autore di questo post

Vivo a Bitonto, una cittadina alle porte di Bari, dove basta uscire di casa e camminare per strada per capire cos’è la Puglia. Ho sempre avuto le idee molto chiare: a 8 anni sapevo già che avrei fatto l’archeologa. Per anni mi sono divisa tra gli scavi e montagne di mattoni, tegole e coppi da schedare e studiare. Mi chiamavano “Giovanna brick” e chissà, forse un po’ di argilla sono fatta... Poi, ho deciso che dovevo raccontare l’archeologia ai bambini e dare un senso, una prospettiva al mio lavoro. E allora ho scoperto una cosa fondamentale: le storie sono l’unica cosa che ci lega al passato e al futuro e che nessuno potrà mai portarci via.

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